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Cronaca | 06 novembre 2019, 18:35

Truffa delle adozioni in Kirghizistan, ascoltate in Tribunale le due imputate

21 le famiglie truffate per un caso che va avanti dal 2010. L’ex presidente della onlus “Airone” Silvia La Scala e la collaboratrice Inna Troukhan hanno risposto alle domande davanti al Collegio del Tribunale

Truffa delle adozioni in Kirghizistan, ascoltate in Tribunale le due imputate

I viaggi dal 2010 fino al 2013, gli incontri con le coppie e le cifre versate, le adozioni negli altri paesi oltre alle posizioni delle persone coinvolte e la chiusura della onlus.

Questi i diversi temi trattati oggi in Tribunale a Savona davanti al Collegio presieduto dal presidente Marco Canepa dalle imputate per la maxitruffa delle adozioni internazionali in Kirghizistan Silvia La Scala e Inna Troukhan.

La Scala, allora presidente della onlus associazione “Airone” con sede ad Albenga e la bielorussa Inna Troukhan, collaboratrice della onlus che operava da Bergamo, sono state interrogate per il caso delle 21 famiglie coinvolte dalla truffa delle adozioni.

 Le due donne che devono rispondere delle accuse di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe hanno risposto alle domande del pm, degli avvocati e dei giudici specificando diversi aspetti, percorrendo tutte le fasi dal 2010 al 2013.

Secondo gli inquirenti, i vertici dell’associazione “Airone” che era autorizzata ad operare nel settore dalla Cai (Commissione per le Adozioni Internazionali), mandavano le coppie in Kirghizistan con la promessa che la procedura per i bambini sarebbe stato semplice e veloce rispetto ad altri paesi esteri. I bambini che però erano stati associati alle famiglie italiane non erano adottabili e, in alcuni casi, erano già stati dati a coppie statunitensi. 

Le coppie, aspiranti genitori che si erano affidati alla onlus ingauna, non sapendo a che cosa andavano in conto, continuavano a versare importanti somme di denaro.

Nel 2013, una esasperata coppia di Pisa, aveva deciso di denunciare quello che stava succedendo. Poco dopo erano arrivate denunce molto simili da Roma e da Bergamo.

Il caso aveva preso il via nel 2012 con l’arresto del ministro dello Sviluppo sociale del Kirghizistan, Ravshan Sabirov, della referente di Airone, Venera Zakirova, e la fuga di Alexander Angelidi, stralciata la posizione invece della vicepresidente della Onlus Orietta Maini che nel frattempo è deceduta.

Allora era spuntato un giro di affari e truffe di centinaia di migliaia di euro con visite ad orfanotrofi dove venivano mostrati agli aspiranti genitori bimbi in realtà non adottabili.

Nelle precedenti udienze erano state ascoltate le famiglie truffate, una testimonianza difficile la loro, sia per il carico emotivo nel dover rivivere il dolore privato in passato, sia perchè per loro era la prima volta in tribunale da testimoni (leggi QUI). 

Luciano Parodi

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