Eventi - 07 novembre 2019, 15:38

Museo Archeologico del Finale: prorogata fino all'8 marzo la mostra su Bricknell

In programma ulteriori visite anche da parte delle scolaresche del comprensorio

Museo Archeologico del Finale: prorogata fino all'8 marzo la mostra su Bricknell

In considerazione dell’interesse suscitato e della richiesta di ulteriori visite da parte di scolaresche del territorio, la mostra “Clarence Bicknell e la Preistoria nel Finale: una riscoperta” viene prorogata fino a domenica 8 marzo 2020.

Clarence Bicknell (1842-1918) nella sua instancabile e poliedrica attività, prevalentemente di botanico e studioso di preistoria, si interessò del Finalese ed ebbe modo di soggiornarvi più volte negli anni '80 e '90 dell'Ottocento. Fu durante tali visite che ebbe modo di vedere le incisioni rupestri nell’area di Orco Feglino e di segnalarle all’amico geologo e paleontologo Arturo Issel. Proprio al rapporto tra questi due ricercatori si deve probabilmente la formazione della collezione di reperti preistorici del Finalese realizzata da Bicknell, allestita originariamente a Bordighera presso il suo museo.

La sua presenza nel territorio, in particolare a Finalmarina, in Val Ponci e a Orco Feglino, è ricostruibile attraverso diversi documenti conservati sia nell'archivio dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri a Bordighera, sia nei materiali di proprietà dei discendenti. Oltre ad alcune foto si segnalano alcuni acquerelli da lui realizzati con grande abilità nel 1880 a Finalmarina, che riproducono scorci dell'abitato, tra cui si riconoscono chiaramente particolari della Fortezza di Castelfranco.

L’esposizione presso il Museo Archeologico del Finale presenta - per la prima volta - diversi documenti, immagini e alcuni reperti archeologici, provenienti dalla Caverna delle Fate e dalla Grotta Pollera, della collezione Bicknell, dopo che la stessa, nel 1947, venne scorporata e parzialmente trasferita dalla sede centrale dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri a Bordighera all’allora Civico Museo del Finale (oggi Museo Archeologico del Finale).

Tali materiali vennero esposti in una sala intitolata allo stesso Bicknell, insieme ad altri reperti preistorici provenienti da scavi ottocenteschi di Arturo Issel e Padre Giovanni Battista Amerano. La Sala Bicknell del Museo di Finale venne però presto smantellata, nei primi anni ‘50 del Novecento, per lasciare spazio ad un nuovo allestimento dedicato agli scavi della missione archeologica italo-spagnola alla Caverna dei Pipistrelli allora appena conclusa. Da quel momento i reperti della Collezione Bicknell non sono mai più stati esposti al pubblico. La mostra è quindi l’occasione per ammirare crani d’orso delle caverne e altri resti faunistici, oltre a ceramiche del Neolitico, che Bicknell volle nella sua collezione per documentare la Preistoria del Finale.

Nel percorso espositivo, oltre ad aspetti biografici su Clarence Bicknell, sono approfonditi diversi temi, tra i quali il suo interesse per le incisioni rupestri di Orco Feglino. Il Finalese fu una delle prime aree in Europa dove vennero scoperte incisioni preistoriche. Lo dimostra una lettera del 1898 inviata da Bicknell a Issel, massima autorità nella seconda metà dell’Ottocento per le ricerche preistoriche in Liguria, nella quale vengono segnalate le incisioni del Ciappo de Cunche. Tra i diversi interessi coltivati da Bicknell ricopre un ruolo non secondario quello rivolto alla Botanica, in particolare alla Floristica, che sviluppò soprattutto delle sue esplorazioni in tutta la Riviera ligure di Ponente e nella Costa Azzurra raccolse decine di migliaia di piante che determinò e conservò in forma di 247 pacchi, oggi custodito presso l’Università di Genova.

Un secondo erbario, di minori dimensioni, riguarda invece la flora di Bordighera e di Sanremo, composto da oltre 16mila fogli ordinati in 52 pacchi, che sono conservati presso il Museo Bicknell di Bordighera. Da studioso estremamente scrupoloso applicò con la massima cura su tutti i fogli d’erbario i relativi cartellini con nome della specie, luogo, data di raccolta e quota altimetrica.

Comunicato stampa

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