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Finalese | 08 novembre 2019, 10:26

Domenica 9 l'inaugurazione del nuovo anno accademico dell'Uni3 del Finale nel ricordo di Alda Merini

Proprio in questi giorni a Milano si sono celebrati i dieci anni dalla scomparsa della poetessa

Domenica 9 l'inaugurazione del nuovo anno accademico dell'Uni3 del Finale nel ricordo di Alda Merini

Domenica 9 novembre nell’Auditorium di Santa Caterina ci sarà l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università delle Tre Età del Finale con la dottoressa Ave Comin che racconterà la vita travagliata della poetessa dei Navigli Alda Marini; nata e vissuta a Milano, dove quest’anno si sono celebrati i 10 anni dalla sua scomparsa con l’intitolazione a suo nome del ponte di pietra sul Naviglio Grande situato vicino la sua casa storica.

Alda Merini è stata una poetessa dalla sensibilità elevata, simbolo, anche, del malessere degli individui, malessere che per lei aveva come paracadute soltanto la poesia.

Soffriva di disturbo bipolare, allora non riconosciuta come malattia curabile, si confido con il marito che, non solo non comprese nulla del suo disagio, ma la fece rinchiudere in manicomio, dove rimase per parecchio tempo, subì anche la crudeltà dell’elettroshock e non ebbe vita facile.

Lei considerava la poesia un’espressione di dolore, un dolore intimo, esclusivo del poeta, che, in quanto tale, è per natura più incline alla sofferenza. Ma accettò il dolore indossandolo “come un vestito incandescente, trasformandolo in poesia”.

In una nota intervista alla domanda: “Lei è felice?” Alda rispose: "La mia felicità è la mia rassegnazione. Sì, sto bene da sola, quando se ne vanno tutti e posso cominciare a pensare anche in questa piccola casa che tutti denigrano e dicono che è disordinata, non curata, polverosa. Ma questa polvere è polvere di farfalle come sono i pensieri! E se la togli non volano più".

Comunicato stampa

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