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Savona | 09 novembre 2019, 16:57

Savona futura, sabato 16 novembre alla Torre del Brandale si parlerà di biodiversità e di organismi marini

Il convegno si svolge nell’ambito degli eventi per celebrare il 95° anniversario dalla fondazione de "A Campanassa"

Savona futura, sabato 16 novembre alla Torre del Brandale si parlerà di biodiversità e di organismi marini

Si terrà sabato 16 novembre 2019 alle ore 18,30 in Savona alla Torre del Brandale il convegno "Savona futura".


Il mare, il territorio, l’assetto urbanistico, il porto, l’ambiente marino, il bosco, l’agricoltura,  la flora, la fauna, l’aere e l’humus dello spazio. Elementi tutti, questi, identificativi dell’habitat della nostra città, non potevano non rientrare nel programma degli eventi previsti per celebrare il 95° anniversario di "A Campanassa", nell’ottica del percorso innovativo e moderno da apportare alla conoscenza dei giovani, della città. Oggi l’ambiente marino rientra a giusto titolo  negli eventi all’insegna de “La Torre racconta” .

Spiegano dalla compagnia: "Marco Giovine, docente di biologia molecolare e biotecnologie marine e professore al Centro del mare dell’Università degli Studi di Genova, intratterrà sull’ambiente marino, introducendo alla conoscenza dello studio degli organismi marini, in molte occasioni determinanti per risolvere importanti problemi per l'uomo. Ad esempio, la realizzazione di nuovi farmaci per la terapia di gravi malattie (tipo il cancro), la produzione di materiali avanzati da utilizzarsi nei più disparati campi della tecnologia (i molluschi producono colle mirabolanti, le spugne utilizzano il loro scheletro di vetro per condurre al loro interno la luce come le moderne fibre ottiche, alcuni pesci posseggono proteine antigelo che impediscono il congelamento del sangue anche a temperature sotto lo zero, alcune meduse producono luce attraverso processi chimici che, una volta scoperti, sono stati utilizzati in molti campi della ricerca scientifica per comprendere i dettagli del funzionamento dei meccanismi molecolari delle cellule umane).

Sempre attraverso lo studio degli organismi marini, è possibile comprendere i meccanismi evolutivi di alcuni aspetti della fisiologia o della patologia dell'uomo (ad esempio uno degli animali più vecchi del mondo è un parente delle nostre vongole, che campa tranquillamente tre-quattrocento anni e gli studi effettuati per capire come fa a vivere così a lungo ci stanno aiutando a meglio comprendere alcuni meccanismi del nostro invecchiamento, oppure studiando il particolare comportamento di alcune spugne che inglobano in maniera selettiva granelli di quarzo è stato possibile trovare una chiave di lettura della silicosi, una importante patologia professionale che colpisce i minatori, ecc.)".

"Confidiamo sulla presenza dei giovani, delle famiglie, della città per conoscere quell’affascinante mondo marino che oggi sta diventando fonte di vita, di sopravvivenza per l’uomo, sulla base delle nuove tecnologie in studio ed in atto" concludono.

Comunicato stampa

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