Solidarietà - 11 novembre 2019, 12:08

Immunoterapia come percorso vincente contro il cancro: un evento di rilievo internazionale a Finalborgo nel ricordo di Rosita Berghenti

Lo Zonta International Club di Finale Ligure ha organizzato, nell'Auditorium di Santa Caterina un dibattito con alcune tra le massime eccellenze mediche del settore

Immunoterapia come percorso vincente contro il cancro: un evento di rilievo internazionale a Finalborgo nel ricordo di Rosita Berghenti

L’immunoterapia come cura contro il cancro, le ricerche svolte fino a oggi e le prospettive future. Questo il tema centrale di un convegno con relatori di livello internazionale svoltosi sabato scorso all’Auditorium di Finalborgo e organizzato da Zonta International Club Finale Ligure. Un evento nel ricordo di Rosita Berghenti, un vero grande “pilastro” nella storia dello Zonta finalese. Un incontro gestito e organizzato come lo avrebbe voluto lei, che tanto duramente ha lottato con una spietata malattia e che se ne è andata prematuramente con la stessa dignità, sobrietà e discrezione che aveva contraddistinto tutta la sua vita terrena.

Ad aprire l’evento è la presidentessa dello Zonta Club Finale Ligure, Patrizia Colman, che saluta e ringrazia tutti i presenti: le autorità, i relatori, il pubblico.

Il saluto istituzionale è affidato all’assessore ai Servizi Sociali di Finale Ligure, Clara Brichetto, che sottolinea: “Siamo qui soprattutto per ricordare Rosita. Un abbraccio alla mamma presente tra il pubblico”. Brichetto conclude sottolineando l’importanza di momenti come questo che uniscono la cultura, il sociale e lo stare insieme.

Da qui in poi un susseguirsi di interventi tutti di altissimo livello, un programma denso seguito da un pubblico attento e partecipe. La “macchina” è condotta alla perfezione dal moderatore Marco Scardino, primario di anestesia “Humanitas”, attento nella gestione dei vari interventi. Ottimo anche il lavoro svolto da Lorenzo Vicino di Cisque Service nel controllo degli aspetti tecnici audio/video.

Ad aprire gli interventi è la dottoressa Cecilia Garlanda, a fare le veci di direttore scientifico Alberto Mantovani dell’Università Humanitas di Milano. Garlanda offre una interessante panoramica fondamentale per poi capire il senso di tutti gli interventi successivi, spiegando che cosa sono gli agenti patogeni e come il nostro corpo reagisce ad essi. Grazie alla sua disamina scopriamo come sono cambiate nell’uomo le cause di morte e le aspettative di vita dal paleolitico a oggi. Negli ultimi due secoli un ruolo fondamentale nel modificare a favore dell’uomo queste prospettive è stato giocato dai vaccini, per questo l’intervento si chiude con un monito dagli importanti spunti di riflessione: oggi nel mondo un bambino su cinque non ha nemmeno le vaccinazioni basiche.

La parola passa poi alla dottoressa Stefania Vetrano su un tema delicato come l’effetto dell’immunoterapia sul trattamento delle malattie infiammatorie croniche intestinali. Vetrano offre dei dati raggelanti: secondo un dato Istat del 2017 il 39% degli italiani (quindi più di uno su tre) è affetto da una malattia cronica di vario tipo. Esse colpiscono più le donne che gli uomini e si manifestano in genere tra i 55 e i 59 anni. In testa alla classifica l’ipertensione (circa il 18%), seguita dall’artrosi (il 16%), le allergie (l’11%), l’osteoporosi (l’8%), la bronchite (il 6%) e il diabete (il 6%). Discorso a parte lo meritano le malattie croniche intestinali, che si manifestano pariteticamente tra i due sessi, vengono diagnosticate in modo più precoce, spesso già tra i 15 e i 45 anni di età, e al momento sono presenti in circa 250mila persone in Italia (circa 3 milioni in Europa).

Sono malattie derivanti da molteplici aspetti legati alla genetica, allo stile di vita, all’alimentazione, all’inquinamento dell’ambiente circostante e sono estremamente complesse in quanto possono “sballare” l’intero sistema immunitario.

La dottoressa Emanuela Omodeo Salé, Direttore di farmacia ospedaliera ci racconta il ruolo importante di questa figura professionale: un vero “depositario” delle terapie ospedaliere, in costante sinergia con il medico nell’attuazione delle strategie di cura. Relativamente al tema del convegno presenta questo dato interessante: dal 2011 a oggi sono stati circa 31mila i pazienti curati con terapia oncologica orale. Omodeo Salé conclude con un importante risvolto umano: in corsia un sorriso e una parola gentile non si negano mai a nessuno.

Anche la Dottoressa Anna Ponzanelli, Dirigente Medico Oncologia ASL2 Santa Corona, esordisce con un caro saluto a Rosita Berghenti. Ponzanelli porta la testimonianza di Santa Corona su come oggi si può fare “buona terapia”: un centro d’eccellenza riconosciuto sul fronte oncologico.

Ponzanelli ricorda anche che la prevenzione (sempre di primaria importanza), la diagnosi, la cura sono strettamente legate allo stile di vita: sovrappeso, fumo, pigrizia, per cui alla base di tutto è sempre importante la consapevolezza dell’individuo sui rischi legati a questi temi. Un altro aspetto importante evidenziato è l’attuale uso dell’immunoterapia, inserita in una “rete” di rimedi attentamente valutati caso per caso che comprendono soluzioni ancora attuali come la chemioterapia, la radioterapia, l’ormonoterapia, i sistemi a bersaglio molecolare, talvolta abbinati tra loro in combinazioni di più percorsi terapici.

Veniamo a quello che tanti anni fa si chiamava “medico condotto”, poi diventato “medico di famiglia”, oggi “medico di base”: il finalese Flaminio Richeri Vivaldi Pasqua mette sul tavolo i suoi 40 anni di esperienza in questo ruolo e precisa subito: “Abbiate piena fiducia nel vostro medico, perché lo specialista vi vede una volta sola, il vostro medico vi segue giorno per giorno. Ma al tempo stesso diffidate dei ‘tuttologi’: il buon medico di base è quello che sa indirizzarvi verso lo specialista giusto. L’importante è che abbiate sempre fiducia nelle potenzialità del Sistema Sanitario Nazionale”.

Dopo l’interessante dibattito medico, la voce della politica. Esordisce l’onorevole Sara Foscolo (Camera dei Deputati): “Sarò sintetica perché il nostro ruolo come politici è prima di tutto quello di ascoltare, di conoscere le esigenze del territorio e di allocare le purtroppo sempre poche risorse disponibili nel modo più adeguato. Importanti, inoltre, i numerosi riferimenti del convegno allo stile di vita, fondamentali per la diagnosi precoce, una pratica che va sempre più incentivata”.

Mauro Righello, membro della Commissione Sanità della Regione Liguria, si presenta come “Figlio dell’ACNA” in quanto valbormidese, sottolineando l’importanza dell’impatto ambientale dell’ambiente circostante. Sfiora alcuni temi, privatizzazione sì/no, apertura e chiusura di spazi sanitari, e sottolinea: “Non sono qui per alimentare polemiche”. Una linea condivisa anche dall’onorevole Foscolo che ribadisce: “Non è questo il momento e il luogo”.

Righello ricorda invece i suoi trascorsi da sindaco e conclude: “Da pubblico amministratore è fondamentale avere senso pratico e guardare al risultato”.

Alla fine, spronati dal moderatore Scardino, tutti gli intervenuti (in campo medico e politico) concludono con una importante riflessione: le risorse nazionali sono poche e un ruolo fondamentale viene svolto in questo campo dal contributo di fondazioni, associazioni, volontari e semplici privati cittadini. Nessuno di noi si senta esente da questa responsabilità: è grazie a questa prova di impegno e senso civico che tanto si è fatto negli ultimi secoli, come l’interessante analisi storico/statistica presentata nel convegno ha dimostrato, tanto si sta facendo tuttora, tanto è il margine di azione ancora attuabile per il futuro.



Alberto Sgarlato

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