/ Eventi

Eventi | 11 novembre 2019, 11:26

Albissola Marina, il 16 novembre l'inaugurazione della mostra "Sulla soglia del labirinto"

Sarà suddivisa in tre diverse sedi: Circolo degli Artisti, Balestrini Centro Cultura Arte Contemporanea e nuovo spazio culturale Lavanderia

Albissola Marina, il 16 novembre l'inaugurazione della mostra "Sulla soglia del labirinto"

Nell’ambito delle attività di promozione dell’opera di Angelo Ruga (Torino 1930 - Clavesana 1999), l’omonima associazione culturale organizza ad Albissola Marina la mostra "Sulla soglia del labirinto". Angelo Ruga 1930 - 1999, suddivisa in tre diverse sedi: Circolo degli Artisti; Balestrini Centro Cultura Arte Contemporanea; nuovo spazio culturale Lavanderia, che nell’occasione verrà inaugurato e presentato al pubblico.

La Lavanderia prende il nome dall’effettiva funzione che questo locale nel centro storico di Albissola Marina svolgeva al tempo in cui ne era proprietaria la moglie di Angelo Ruga, Biagina Baccani Ruga, la quale lo lasciò poi in eredità all’Associazione Culturale di cui fu ideatrice e co-fondatrice nel 2009. La via di Albissola Marina dove ha sede La Lavanderia - via Stefano Grosso - si arricchisce così di un nuovo spazio culturale, che va ad aggiungersi alla Galleria il Bostrico, a Balestrini Centro Cultura Arte Contemporanea e alla Fornace Alba Docilia.

Mostra e Lavanderia verranno inaugurate sabato 16 novembre con una conferenza alle ore 17:00 MuDA Centro Esposizioni, in via dell’Oratorio 2, alla quale prenderanno parte il Vicesindaco di Albissola Marina Nicoletta Negro, il Sindaco di Clavesana Luigi Gallo, la Presidente dell’Accademia Albertina di Torino Paola Gribaudo, il Presidente dell’Associazione Ruga Mauro Baracco, il curatore della mostra Luca Bochicchio, i critici d’arte Sandro Ricaldone e Giovanni Gobbi. A seguire, dalle 18:30 sarà possibile visitare le tre sedi della mostra.

Con l’occasione, sarà lanciata la serie editoriale dei “Quaderni della Lavanderia”, una collana di pubblicazioni periodiche curata dall’Associazione Ruga e dedicata all’approfondimento dell’arte e della cultura contemporanea.

La mostra Sulla Soglia del Labirinto. Angelo Ruga 1930-1999, curata da Luca Bochicchio e organizzata da Mauro Baracco e Giulia Gaggero dell’Associazione Culturale Angelo Ruga, fa parte di un percorso di studio volto a rivalutare in modo critico e storiografico l’opera di Angelo Ruga. 

Nella sezione del Circolo degli Artisti saranno esposte opere in ceramica, molte delle quali inedite o poco viste. Da Balestrini Centro Cultura Arte Contemporanea la mostra verterà sui personaggi fantastici indagati da Ruga durante la fase matura della sua carriera (arlecchini, spaventapasseri, ecc.). Infine, gli spazi della nuova Lavanderia saranno dedicati alla pittura di paesaggio, forse la più nota di Ruga eppure ancora caratterizzata da ampie zone inesplorate e inedite.

Dopo gli studi al liceo artistico e all’Accademia Albertina di Torino, nel 1954 Ruga si trasferisce per pochi anni ad Albisola (Savona), dove entra in contatto con i gruppi dell’avanguardia internazionale che lì si ritrovano, stringendo in particolare rapporti con Asger Jorn (1914-1973), che di Ruga eseguirà un ritratto oggi conservato al Museum Jorn di Silkeborg (Danimarca). L’influenza dell’espressionismo astratto e dell’informale europeo in lui è, tuttavia, mitigata da una personale interpretazione della costruzione dell’immagine, attraverso un segno e una dimensione spaziale in cui si possono trovare sorprendenti assonanze con la pittura giapponese. Trasferitosi sulla collina di Mongreno, a Torino, realizza un primo originale ciclo di vedute della città in cui si innestano macroscopiche presenze di insetti. Pur continuando a frequentare Albisola, dove si dedica con risultati eccellenti anche alla scultura in ceramica, un’autentica svolta avviene con il trasferimento definitivo a Clavesana (Cuneo), nelle Langhe. Qui Ruga dà vita ai suoi più importanti cicli pittorici, frutto di solitarie riflessioni che sviluppa mentre è immerso nelle colline, alternando a versi poetici schizzi, disegni e dipinti a olio, anche di notevoli dimensioni, e lavorando sporadicamente a sculture di assemblaggio e di ceramica.

Pur rivelando tangenze all’informale europeo di derivazione surrealista, all’espressionismo storico, a canoni stilistici tipici dell’estetica nipponica così come a più vicine ricerche sintetiche sul paesaggio italiano - come, ad esempio, quella di Tullio Pericoli (1936) - l’arte di Ruga si caratterizza per una decisa autonomia espressiva, inconfondibilmente riconducibile all’autore. Un segno dalla forte potenza grafica serve sia a definire figure primarie, quasi ancestrali (madri, bambine, totem, animali, vigne), sia a restituire una visione comprensiva, astratta e simbolica del paesaggio, inteso nella sua dimensione cosmica di terra e natura.

Comunicato stampa

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium