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Cronaca | 12 novembre 2019, 14:36

Vado Ligure: la storia di una madre lasciata al freddo a casa sua con la figlia disabile

La protagonista della vicenda è vittima di un disguido tecnico del tutto indipendente dalla sua volontà

Vado Ligure: la storia di una madre lasciata al freddo a casa sua con la figlia disabile

In casa al gelo, con una figlia disabile di 13 anni, per un semplicissimo disguido tecnico che si potrebbe risolvere tecnicamente in pochi minuti, ma così non è stato. Questa la vicenda di una donna di Vado Ligure, della quale abbiamo scelto di tacere il nome per rispetto della privacy, vista la delicatezza della vicenda.

Ci racconta la protagonista: “Dal 1° novembre sono entrata in casa con la mia famiglia, ma ovviamente dal 15 ottobre avevo già le chiavi in mano, proprio per completare le normali pratiche che si fanno all’ingresso in una casa nuova, compreso attivare le utenze.

Improvvisamente, però, il gestore che avevo scelto per il gas naturale mi dice che il mio contatore non esiste. Inizio a effettuare le mie ricerche, scopro che il contatore è nuovo, è stato installato da poco e attraverso la App ‘MyItalgas’ verifico il mio PDR (cioè il numero di codice dell’impianto). Così, attraverso successive ricerche vengo a sapere che Italgas non ha mai comunicato il codice alle varie aziende che si occupano di erogare questo tipo di servizio”.

Prosegue nel racconto la donna: “Da quel momento è iniziato il mio calvario. Dapprima le chiamate al call center di Italgas, con attese dai 7 ai 10 minuti di durata, alle quali nessuno ha mai risposto. Poi quattro PEC a breve distanza l’una dall’altra, con toni sempre più accesi da parte mia, per le quali mi è arrivata la notifica di avvenuta consegna, ma anche in quel caso non ho mai avuto neanche una sola parola di risposta”.

Conclude la protagonista della vicenda: “Siamo entrati in casa con un clima ancora mite, adesso alla sera teniamo in casa due felpe una sopra all’altra, i guanti e il cappuccio. Oltre al disagio di doversi lavare anche solo le mani o la faccia con acqua gelida, stanno lievitando i costi. Dobbiamo mangiare prodotti già pronti perché non posso cucinare, non posso neanche mettere una pentola sul fuoco, vado dal parrucchiere per farmi fare uno shampoo, mia figlia che è una ragazzina di 13 anni disabile può farsi una doccia calda solo quando va in piscina. Questa vita sta diventando insostenibile”.

Redazione

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