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Solidarietà | 12 novembre 2019, 11:50

Completato il progetto "Welcomeship": da Yepp Albenga un'opportunità per tanti giovani per imparare a fare "impresa sociale"

Il percorso formativo ha visto il confronto con realtà analoghe provenienti da Gran Bretagna, Svezia, Germania, Portogallo e Finlandia

Completato il progetto "Welcomeship": da Yepp Albenga un'opportunità per tanti giovani per imparare a fare "impresa sociale"

Si è concluso durante lo scorso fine settimana, con le ultime sedute presso la sede dell’associazione in piazza Corridoni, il progetto “Welcomeship” di Yepp Albenga.

Si è trattato di un corso di formazione gratuito, rivolto a giovani tra i 16 e i 25 anni di età, per imparare le basi di attivazione di una “impresa sociale” (cioè un’iniziativa imprenditoriale che abbia positive ricadute sul territorio) attraverso molteplici attività di gruppo.

Il percorso era partito con la sua presentazione ufficiale il 3 febbraio e nel suo svolgimento ha visto concrete opportunità di confronto con delegazioni di realtà associative affiliate Yepp di numerose città europee. E questo momento di condivisione internazionale culminerà con la partenza per Berlino, il 23 novembre prossimo, di una delegazione di giovani albenganesi.

Nel video che segue Alessio Sgarlato, che farà proprio parte della trasferta berlinese, ci spiega le caratteristiche e le finalità di “Welcomeship”.

Noi di Savonanews abbiamo assistito a una delle sedute conclusive ed abbiamo potuto confrontarci con tanti giovani che, con entusiasmo e soddisfazione, seguiti dai loro “coach” Andrea, Alessio e Diego, hanno esplorato le potenzialità di una impresa sociale.

Elisa, Nicole, Ibra, Joseph, Flavio, Amadou, Anna, Modu, Salif, Barra, Bubakar, sono solo alcuni dei tanti ragazzi italiani e stranieri che hanno lavorato congiuntamente a un potenziale progetto di reale respiro internazionale. Certo, al momento, trattandosi di una esercitazione, il tutto è solo sulla carta, ma dal momento che i giovani coinvolti hanno acquisito quelle che in linguaggio tecnico vengono definite le “skills” (cioè le competenze tecniche) necessarie, non è detto che in qualsiasi momento esso non diventi realtà.

Tutto ciò è stato sviluppato attraverso cinque “moduli”, cioè cinque “tappe” lavorative.

Modulo 1, “Opening minds and doors” (cioè aprire la mente e le porte): un vero e proprio sondaggio condotto dai ragazzi tra le persone per capire di che cosa ha bisogno Albenga e quali problemi ha. A tal proposito è interessante riscontrare, trattandosi di un progetto internazionale, che il tema del razzismo non è emerso come particolarmente sentito, a fronte di altre problematiche ritenute più stringenti come ad esempio la pulizia cittadina.

Modulo 2, “Impresa e comunità”: che cosa si può fare per Albenga? Come ipotesi di simulazione di impresa è stata presa in esame una struttura ricettiva, ad esempio un ostello che ospiti anche un ristorante con cucina etnica. Un’attrattiva quindi dal valore turistico e culturale insieme.

Modulo 3, “Idee di sviluppo”: veniamo così agli aspetti più pratici. L’idea imprenditoriale è compatibile sul territorio? Ha un mercato? Va a colmare un’esigenza o questo settore di mercato è già coperto? Il modulo 3 è quello che ha consentito ai ragazzi di confrontarsi a livello italiano con lo Yepp di Torino e internazionale con i Centri Giovani di Londra (Gran Bretagna), Colonia (Germania), Portimao (nella regione dell’Algarve, in Portogallo), Kristinestad (nella regione dell’Ostrobotnia, in Finlandia) e Solna (poco lontana da Stoccolma, in Svezia). Il tutto, lo ricordiamo, mentre lo Yepp sta per approdare con delle sedi anche in Francia.

Commentano unanimi i corsisti: “Dialogare con ragazzi di altre nazioni europee che hanno lavorato sui nostri stessi moduli è stata un’esperienza bellissima sia sul piano umano, perché ne è nata una bella amicizia, sia su quello imprenditoriale, perché abbiamo potuto lavorare su progetti e idee comuni e perché abbiamo che capito che quelli che pensavamo fossero problemi tutti italiani in realtà non sono affatti dissimili da quelli di altre nazioni. Alla fine abbiamo riscontrato tutti le stesse problematiche sociali e parlarne insieme è un buon modo per affrontarle e superarle”.

Modulo 4, “Dall’idea al business”: qui è emerso che oggi l’aspetto fondamentale per rendere vincente un’idea è saperla comunicare. Quindi si è lavorato ad azioni pratiche come sviluppare un sito, un radio in podcast, gestire una campagna sui social network, montare e caricare degli spot per Youtube e tutto quanto dia visibilità al progetto.

Modulo 5, “Launching and Searching”: è innegabile che per lanciare un progetto servano fondi. E qui entra in gioco il “pitching”, cioè la capacità di costruire un discorso di presentazione che in tempi brevissimi (addirittura in poche decine di secondi cronometrate) sappia catturare l’attenzione di un potenziale investitore pubblico (un ente locale, regionale, nazionale, internazionale) o privato (una fondazione, uno sponsor). Per arrivare a questo traguardo i corsisti hanno tracciato collettivamente dei grafici che prendessero in esame i punti di forza e di debolezza, le opportunità e i rischi di impresa.

A. Sg.

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