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Attualità | 18 novembre 2019, 15:10

Il "catasto dei sentieri", tra entusiasmo ed attendismo. Ecco come i sindaci dei comprensori tra Loano e Finale (e non solo) hanno accolto la novità

Tra ottimismo e dubbi a farla da padrona la curiosità verso questo nuovo strumento

Il "catasto dei sentieri", tra entusiasmo ed attendismo. Ecco come i sindaci dei comprensori tra Loano e Finale (e non solo) hanno accolto la novità

Grande curiosità da parte di tutto il mondo finalese quella che ha accompagnato questa mattina la conferenza stampa di presentazione del nuovo piano di mantenimento e recupero della rete sentieristica.

Non solo gli amministratori “padroni di casa”, come il sindaco Frascherelli e l'assessore Casanova, ed alcuni operatori del settore commerciale legato all'outdoor, come gli esponenti del consorzio per la promozione turistica e la tutela del territorio finalese, erano presenti in sala.

Anche molti semplici cittadini ed appassionati dell'ambiente finalese, che insieme ai sindaci di alcuni comuni limitrofi hanno ascoltato con curiosità i passi che muoverà questo progetto di catalogazione e tutela dei sentieri. Ma come hanno risposto a questa proposta, che prenderà forma nei prossimi mesi a partire dal comprensorio di San Bernardino e che costerà, in un primo lotto, al Comune di Finale circa 10 mila euro?

C'è chi, come sempre in questi casi, ha espresso la propria ammirazione al lavoro svolto recentemente da Finale nel promuovere e tutelare questo nuovo tipo di turismo, e chi al contrario si è definito più attendista.

Il primo è il caso del sindaco di Orco Feglino, Roberto Barelli, il quale ha lanciato per il proprio territorio la proposta di inserire un capitolo riguardante la sentieristica nel nuovo PUC che il suo Comune andrà a varare nei prossimi mesi. Oppure di Pietra Ligure, con il vicesindaco Daniele Rembado entusiasta del metodo di gestione che Finale intende applicare all'oggetto principale del settore turistico sportivo locale.

Un settore che interessa sempre più anche una cittadina come Loano, finora un po' più ai margini del fenomeno outdoor come lo si conosce nel finalese, ma che il sindaco Pignocca ha dichiarato volersi affacciare a questo tipo di turismo per “dare al turista l'emozione che cerca”.

Chi invece ha preferito attendere i primi sviluppi concreti prima di dare un proprio parere o di intraprendere iniziative simili, sono stati i primi cittadini di Rialto e Calice Ligure. Tranchant il parere della prima cittadina rialtese Valentina Doglio, per la quale l'amministrazione dell'entroterra valuterà attentamente quanto accadrà, più complesso il ragionamento del collega Alessandro Comi. Il sindaco di Calice si è soffermato in particolare su quella che sarà la concreta possibilità da parte dei piccoli Comuni di stanziare in un futuro le risorse adeguate per portare avanti la loro porzione di “catasto”.

A plaudire all'iniziativa dell'amministrazione Frascherelli è stato anche il fotografo e guida naturalistica Carlo Lovisolo, secondo il quale la strada è quella giusta. E segue in parte la traccia lasciata da una mappatura ed una regolamentazione delle vie di arrampicata redatta a partire dal 1994 sul territorio finalese. Grazie ad esse infatti si è negli anni preservata la grandissima parte delle oltre 4.000 vie per i climbers, salvaguardando anche la nidificazione dei rapaci. Uno sguardo alla tutela ambientale che è stato richiesto anche dagli esponenti di Finale Natura.

La strada è sicuramente ancora lunga, ma un segnale è stato lanciato e come sempre in questi casi solo il tempo potrà dirci chi ha ragione.

Mattia Pastorino

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