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Attualità | 22 novembre 2019, 11:00

Pmi e sussidiarietà con l'uomo al centro sulla via dello sviluppo sostenibile. Da Borgio l'input per tutta la Liguria

Presentato il rapporto “Sussidiarietà e... Pmi per lo sviluppo sostenibile” curato dal professor Giorgio Vittadini e redatto da Fondazione per la Sussidiarietà in collaborazione con Federlegno ed UCIMU

Pmi e sussidiarietà con l'uomo al centro sulla via dello sviluppo sostenibile. Da Borgio l'input per tutta la Liguria

Come si colloca il mondo delle Pmi nel grande ambito dell’economia sostenibile, di quella che viene definita come sostenibilità? E' questa la domanda che la 'Fondazione per la sussidiarietà' si è posta ed ha assunto come linea guida nel rapporto “Sussidiarietà e... Pmi per lo sviluppo sostenibile” redatto in collaborazione con Federlegno e UCIMU, illustrato dal professor Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione al Teatro Gassman di Borgio Verezzi alla presenza dell'assessore regionale Ilaria Cavo e di Luciano Pasquale, presidente della Camera di Commercio Riviere di Liguria. Ad introdurre e moderare l’incontro è stato Paolo Desalvo, presidente di 'Cara Beltà'.

Questo rapporto nasce con la volontà di formulare un'interpretazione originale del tema dello sviluppo sostenibile, seguendo i 17 punti dell'Agenda 2030 stilata dall'ONU: la persona e la sussidiarietà hanno piena centralità nell'argomento. E come, o meglio dove, coniugare entrambi questi fattori? La risposta è una: nelle piccole e medie imprese.

Spiega il professor Vittadini: “Dopo la crisi economica e finanziaria c'è una piccola impresa che ha esportato, ha investito, costruito nuova occupazione perchè si è inserita nella globalizzazione ad alto livello. Qual è il fattore chiave di questa crescita? L'aver investito nel capitale umano, nel fatto che la persona viene istruita e si riesce ad intercettare il mercato globale mentre prima lavorava su piano locale”.

Da uno stretto legame con il territorio, unito alla formazione e quindi all'investimento sul capitale umano, c'è quindi la possibilità di diventare “sistema territoriale”, e dunque competere anche attraverso i mercati internazionali. Ma non solo. Nel dna delle Pmi ci sono alcune caratteristiche come il senso del lavoro e del rischio di impresa; l’apporto ai processi innovativi e formativi, soprattutto delle start up; la capacità di collaborare e “fare rete”; l’implicazione in dinamiche sociali; il contributo offerto alla democrazia (non solo economica). Tutti segni indiscutibili di sostenibilità, ma che si possono sviluppare solo con la sussidiarietà.

Si vede in questo momento che quando gli investimenti devono partire dal governo c'è un crollo - prosegue Vittadini -. C'è ancora l'idea che lo sviluppo possa arrivare dall'alto verso il basso, ma non è così. Quello che si vede dal mondo della piccola media impresa è invece che il movimento italiano cresce se si aiutano queste imprese a crescere. E' finito il mondo dei piani quinquennali”.

Secondo lo studio dunque le Pmi portano i diversi territori nei quali sono inserite, con tutti i loro abitanti, su percorsi di sviluppo sostenibile. Accade già in tutti i principali Paesi d’Europa, dove le imprese più piccole stanno raccogliendo le “sfide del futuro”, come ad esempio la green economy, la digitalizzazione e le dinamiche demografiche come l'invecchiamento attivo e l'immigrazione.

Una conclusione condivisa dal presidente di Camera di Commercio Riviere di Liguria, secondo cui investire nelle imprese dal fatturato minore del milione è la chiave per avere il vero e proprio sviluppo, fondamentale quanto creare aggregazione di imprese. Sussidiarietà in questo caso significa avere delle istituzioni politiche che incentivo determinati comportamenti, attraverso adeguate politiche, per dar vita ad un circolo virtuoso.

E in tutto questo la Liguria? "Possibile che una regione con questo mare ed un entroterra così bello, abbia ancora un turismo basato sul vecchio modello?" si domanda il professor Vittadini. "Il vero problema riguarda il cambiamento di mentalità, saper intercettare il meglio del mondo. Ma questo vuol dire sapere l'inglese, portare in giro la gente, conoscere cos'è una colazione internazionale e così via. Investire in qualità insomma".

E' toccato quindi all'assessore Ilaria Cavo affrontare l'argomento: "Abbiamo attuato una serie di interventi per andare incontro a quelle che sono le esigenze attuali e future delle Pmi. Una di queste è il salone Orientamenti, e Regione Liguria c'è per sostenere a livello formativo le esigenze di questo mondo. Sono ora a bando dei voucher master per chi vorrà specializzarsi: una misura che permette alle aziende di far crescere i propri dipendenti e di crescere a loro volta".

Mattia Pastorino

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