/ Cronaca

24 Ore

Cerca nel web

Cronaca | 02 dicembre 2019, 14:50

Albenga: affetta da fibromialgia affronta la visita del MEF. "Mi sono sentita umiliata" (VIDEOintervista)

Una testimonianza ci arriva da Brunella Canobbio, che da anni lotta non solo contro la fibromialgia ma anche contro la burocrazia legata a questa patologia

Albenga: affetta da fibromialgia affronta la visita del MEF. "Mi sono sentita umiliata" (VIDEOintervista)

“Mi sono sentita veramente umiliata”. Con queste parole una donna che da vent’anni lavora nel mondo della scuola ad Albenga riassume una sua visita presso una commissione medica del MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) per verificare la sua idoneità al lavoro dopo l’inizio del calvario della fibromialgia.

Della lotta di Brunella Canobbio, albenganese, contro questa complessa patologia, avevamo già diffusamente parlato su Savonanews. Una donna forte, che di fronte a noi, a distanza di un anno da una precedente intervista, dichiara: “La vita è una sola e quindi ho imparato a convivere anche con la malattia”.

Quindi, perché una visita al MEF?

“Perché sono una donna cocciuta e, anche se è un passaggio che in molti mi avevano sconsigliato, ho voluto affrontare. Perché ho ancora tanti anni di lavoro davanti a me ma al tempo stesso la fibromialgia mi impedisce di stare tante ore seduta davanti al computer. Quindi chiedevo semplicemente di essere assegnata a nuovi compiti più compatibili con la mia patologia”.

E invece?

“Le persone che soffrono di questa patologia troppo spesso sono trattate come nullafacenti che sperano in una pensione anticipata. E poi, quando mi è arrivata la busta con il verdetto della commissione, mi è crollato il mondo addosso: tre mesi di non idoneità a svolgere le mansioni inerenti al mio profilo di lavoro per depressione. Ancora una volta, come troppo spesso avviene nel mondo medico, la fibromialgia viene scambiata per depressione quando in realtà è semmai il contrario, cioè la depressione è una conseguenza dei dolori e dei disagi portati dalla fibromialgia”.

La storia ha comunque un lieto fine, Brunella è stata oggi reintegrata nel suo posto di lavoro, ma vuole usare questa esperienza per trasmettere un messaggio: “Io capisco le difficoltà del lavoro delle commissioni, che hanno a che fare con i casi più svariati e devono capire chi è veramente malato e chi è un ciarlatano. Ma non siamo dei numeri, siamo persone. Vorremmo solo essere trattati con un po’ più di umanità e comprensione”.

Alberto Sgarlato

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium