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Sanità | 02 dicembre 2019, 17:30

Sanità, Gruppo Pd: "Fallito piano sociosanitario della giunta Toti-Viale: fughe, liste d'attesa sterminate, personale ridotto all'osso, conti in rosso e servizi territoriali abbandonati"

"Bisogna voltare pagina, stop alle privatizzazioni in salsa ligure. Alisa va sciolta"

Sanità, Gruppo Pd: "Fallito piano sociosanitario della giunta Toti-Viale: fughe, liste d'attesa sterminate, personale ridotto all'osso, conti in rosso e servizi territoriali abbandonati"

Questa mattina, grazie anche agli interventi in aula dei rappresentati sindacali, dei lavoratori e dei pazienti liguri, abbiamo toccato con mano il fallimento della Giunta regionale Toti-Viale nella sanità della nostra regione, alla faccia dei loro proclami e degli spot fatti nei convegni. Il piano sociosanitario della Giunta Toti, nata sulla scorta del Libro Bianco voluto dall'assessore Viale, è da rifare: bisogna voltare pagina, riaprire una discussione sui territori e rivedere radicalmente le strategie della nostra regione sui temi della salute, affrontando i tanti nodi irrisolti della Liguria. Dalle fughe sanitarie alla scarsità di personale, della liste d'attesa alle privatizzazioni, dal disavanzo ai servizi per anziani e disabili”.

È questo il cuore dei 18 ordini del giorno presentati questa mattina in aula da tutte le forze di opposizione (compreso il Gruppo del Pd), in occasione del Consiglio regionale straordinario sulla sanità, chiesto dalle minoranze e a cui hanno partecipato, attivamente, cittadini, sindacati e lavoratori del settore.

La situazione della sanità ligure è al collasso – spiegano i consiglieri regionali del Partito Democratico – In questi 4 anni e mezzo di governo regionale la Giunta Toti-Viale ha fallito su tutti i fronti. La riorganizzazione della rete ospedaliera non è mai stata attuata: i lavori per l'ospedale Felettino, finanziato e appaltato dalla Giunta di centrosinistra, non sono mai iniziati, anzi poche settimane fa il centrodestra ha annullato la gara e adesso bisogna ricominciare da capo. La privatizzazione degli ospedali del ponente ligure, che è stata bocciata dal Tar, va azzerata. Bisogna ripensare completamente il ruolo di quei presidi sanitari: a Cairo va attribuiti il ruolo di ospedale di area disagiata e Albenga e Bordighera devono arginare le fughe. Un altro fallimento è il bando per l'ospedale del Ponente agli Erzelli andato deserto. La Giunta Toti, inoltre, non ha realizzato neppure una Casa della Salute e si è limitata a inaugurare quelle avviate da chi l'ha preceduta. La nostra regione è sempre meno attrattiva per i pazienti dei territori limitrofi ed è molto più alto il numero dei liguri che vanno a farsi curare in Emilia, Toscana, Piemonte e Lombardia, anche a causa delle lunghe liste d'attesa (per certi esami occorrono sei mesi o addirittura un anno). La mobilità passiva è costata alle casse liguri 53,6 milioni di euro nel 2018, il doppio rispetto al 2017. Un dato che fa il paio con il mancato azzeramento del disavanzo sanitario (51,5 milioni di euro), anche se Toti aveva promesso di farlo nel 2020. Un'altra bugia”.

Tra i punti cruciali del disastro sanitario del centrodestra ligure spicca il taglio sul personale. “Negli ultimi 10 anni la sanità della Liguria ha perso 170 posti di lavoro – precisano i consiglieri del Partito Democratico – di cui 1300 negli ultimi 4 anni. Mancano medici, infermieri e oss, ma i concorsi non vengono banditi”. Il Pd punta anche il dito contro la cancellazione della distribuzione diretta dei farmaci salvavita: “una buona pratica avviata dalla Giunta ligure di centrosinistra, che aveva raccolto l'apprezzamento della Corte dei Conti, di medici e pazienti e che il centrodestra ha cancellato, aumentando i costi della sanità”.

Al centro di questo disastro, concludono i consiglieri regionali del Partito Democratico, “c'è Alisa, che – sottolinea il Pd - era nata per migliorare l'offerta di servizi e l'assistenza sanitaria, ma si è rivelata soltanto un costo in più per le casse regionali. Una sesta Asl con 46 dirigenti su 175 addetti e un commissario straordinario, che viene continuamente prorogato dalla maggioranza perché non ha i requisiti per guidarla. In uno dei 18 ordini del giorno chiediamo che, a fronte degli insuccessi di Alisa, si proceda alla sua cancellazione”.

Comunicato Stampa

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