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Savona | 02 dicembre 2019, 19:19

"Savona e il Leonardismo in Liguria, Marco D'Oggiono": il 7 dicembre un incontro organizzato dall’A Campanassa

Appuntamento con Edoardo Villata alle ore 18.30 nella Sala dell’Anziania alla Torre del Brandale

"Savona e il Leonardismo in Liguria, Marco D'Oggiono": il 7 dicembre un incontro organizzato dall’A Campanassa

Nell’ambito degli eventi per celebrare il 95° anniversario dalla fondazione, l’A Campanassa, sabato 7 dicembre 2019 alle ore 18,30 in Savona alla Torre del Brandale, nella Sala dell’Anziania, presenta  Edoardo Villata, sul tema "Savona e il Leonardismo in Liguria, Marco D'Oggiono"(nei 550 anni dalla morte di Leonardo da Vinci).

Marco d’Oggiono. Nato verso il 1470, figlio di Cristoforo, fu un allievo del grande Leonardo da Vinci. Nel 1501 lavora a Savona per il cardinale Giulio della Rovere: nel 1503 torna a Milano dove lavora nella bottega di Leonardo. Lo stile leonardesco influenzerà le sue opere soprattutto nel secondo decennio del Cinquecento: ricordiamo, per esempio, che è del 1516 la tavola dei tre arcangeli nella chiesa di S. Marta delle monache Agostiniane milanesi. Lavora quindi ad affreschi in S. Maria della Pace e produce numerose tele di cui molte sono conservate a Brera. Riprodusse, poi, i grandi capolavori di Leonardo. Muore nel 1540

"L'ultima cena", l'affresco lungo oltre sei metri situato nel Seminario Vescovile di Savona, opera attribuita a Marco d'Oggiono nel 1501, anno in cui il Cardinale Della Rovere commissionava al pittore gli affreschi della cattedrale al Priamar.

Questa opera quasi dimenticata è ritenuta da alcuni critici tra le più "fedeli" tra le copie d'epoca del Cenacolo presenti oggi al mondo, ovvero delle varie versioni che gli allievi di Leonardo avevano dipinto a Milano alla presenza del Maestro.

Parecchi scrittori e critici non savonesi (per esempio Vittorio Sgarbi) hanno recentemente visitato il Seminario Vescovile per ammirare l’opera di Marco d’Oggiono, in occasione del cinquecentenario della morte di Leonardo (maggio 1519).

Edoardo Villata docente in Storia dell'Arte Moderna all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano  e all'Universitá Károli Gáspár di Budapest. Autore di numerose pubblicazioni tra cui i volumi Macrino d'Alba, Savigliano 2000, Gaudenzio Ferrari Gerolamo Giovenone. Un avvio e un percorso, Torino 2005 (con Simone Baiocco), Tristezza della resurrezione. Bramantino negli anni di Ludovico il Moro, Milano 2012, Leonardo, Roma 2015, Minimalismo della "terribilitá". I disegni del Pordenone in Ambrosiana, Roma 2016, Grünewald pittore e mistico tra Lutero e Hindemith, Torino 2018; curatore di mostre presso l'Archivio di Stato di Firenze (2005), la Biblioteca Ambrosiana e la Biblioteca Trivulziana di Milano (2009, 2011, 2013) e presso la Pinacoteca Züst di Rancate (2008, 2016).

La A Campanassa si fa promotrice per la realizzazione di un progetto che unisca le Istituzioni locali (Curia, Comune, Enti, Associazioni, privati ecc.) onde valorizzare la mirabile opera, al fine di renderla fruibile ai savonesi, a coloro che amano l’arte, ai turisti che visitano ogni anno la nostra città.

Confidiamo, pertanto, sulla presenza dei giovani, delle famiglie, della città per conoscere il nostro territorio, di cui l’arte e la cultura rappresentano uno dei momenti fondanti per anche per l’economia (turismo per esempio), per i giovani che intraprendono nuove esperienze di lavoro, una nuova fonte di vita, sulla base delle nuove tecnologie in studio ed in atto.

Comunicato Stampa

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