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Politica | 06 dicembre 2019, 17:19

Il Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova in visita a Savona: "Richiesta dei sindaci importante, servono risposte infrastrutturali e nella quotidianità"

Chiesto dai primi cittadini un tavolo di confronto presso la presidenza del Consiglio dei Ministri. Si è parlato anche delle aree ex Ilva

Il Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova in visita a Savona: "Richiesta dei sindaci importante, servono risposte infrastrutturali e nella quotidianità"

Da poco terminato in Prefettura l'incontro tra il ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova ed i sindaci del savonese, al quale hanno partecipato anche i rappresentanti della Provincia, della Regione e delle sigle sindacali, occasione per fare il punto sui danni al sistema infrastrutturale e al tessuto economico e sociale della provincia di Savona, causati dal maltempo.

"Quella dei sindaci è una richiesta importante, un tavolo presso la presidenza del consiglio perchè questo territorio ha la necessità di uscire dall'emergenza - ha esordito a margine dell'incontro il ministro Bellanova -. C'è bisogno di una sede dove affrontare le questioni e dare risposte per il futuro. Dobbiamo necessariamente dire a chi è in prima linea che c'è bisogno di interventi infrastrutturali e, per quanto mi compete, anche per la quotidianità: abbiamo un territorio che spesso si è spopolato, l'interno vede molte aree produttive incolte e questo purtroppo aiuta questi disastri".

Disastri di un territorio che il ministro ha avuto modo di conoscere nella sua attività sindacale per aver gestito direttamente alcuni tavoli di crisi ed aver contribuito ad istituire l'area di crisi complessa: "Questa dice una cosa molto semplice: le risorse vanno investite e vanno realizzate delle infrastrutture, la cui manutenzione aiuta un territorio a vivere meglio e ad essere maggiormente competitivo".

Due sono poi state le risposte alle richieste del territorio. In primis quella ai sindacati, che nella giornata di ieri hanno lanciato la proposta di una sorta di "decreto Savona", che potesse ricalcare in parte quanto successo a Genova dopo il crollo del Ponte Morandi e sul quale il ministro taglia corto "Sarà il tavolo a stabilire quali strumenti utilizzare nella soluzione della crisi".

In secondo luogo è arrivata un replica alla polemica sollevata dal governatore Toti sulla necessità di ulteriori fondi rispetto ai 49 milioni già stanziati: "Questi riguardano la prima emergenza. Dopodichè il presidente Toti sa benissimo che le istituzioni devono compilare le dichiarazioni, la Protezione Civile ha 60 giorni di tempo per censimento e quantificazione dei danni e poi, su queste basi, verranno fatti ulteriori riparti".

Certezza, chiarezza ed immediatezza della copertura integrale delle somme urgenze è stata invece la principale richiesta che il Presidente della Provincia, Pierangelo Olivieri, ha portato oggi al ministro ma non solo.

In una nota ufficiale da Palazzo Nervi si è alzata una sola voce, che comprende quella di tutti e 69 i sindaci savonesi, che ha portato formulato tre punti con i quali le istituzioni locali chiedono soluzioni concrete alle difficoltà da affrontare: "I giorni sono preziosi, abbiamo un termine di 30 giorni per rispettare gli impegni di fronte alle somme urgenze e questi giorni corrono come le lancette di un orologio" ha commentato al termine dell'incontro Olivieri.

Ha concluso poi il presidente provinciale: "Confido che il ministro possa portare a Roma quella che è la reale complessità e gravità della situazione. Che al momento non mi sembra essere stata ben recepita fuori dal nostro territorio".

L'occasione della visita in Liguria ha portato poi inevitabilmente ad affrontare anche l'argomento ex Ilva, per la quale la crisi dell'acciaio va affrontata, secondo il ministro, con cassa integrazione ed investimenti: "Questo Paese non può permettersi il fallimento di un tavolo così importante ed impegnativo. Non bisogna dare alcun pretesto ad ArcelorMittal per chiudere lo stabilimento di Taranto ed indebolire quelli di Genova e Novi Ligure. Bisogna portare l'azienda a mantenere gli impegni presi, non le si può permettere di lasciare a casa 13 mila persone, oltre a tante migliaia di lavoratori dell'indotto, e di mettere fuori gioco l'importante filiera dell'acciaio. Se chiude l'Ilva si indebolisce la competitività del nostro Paese".

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 Presidente BELLANOVA OK (120 kB)

Luciano Parodi - Mattia Pastorino

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