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Solidarietà | 31 dicembre 2019, 09:19

Botti di Capodanno, l'Enpa ringrazia i sindaci che hanno deliberato il divieto

Nei comuni dove si terranno i fuochi d'artificio (come ad esempio Finale e Alassio), l'Enpa fornisce alcuni consigli per tranquillizzare il proprio animale domestico

Botti di Capodanno, l'Enpa ringrazia i sindaci che hanno deliberato il divieto

Sempre più comuni della provincia, ed italiani, proibiscono petardi e fuochi artificiali rumorosi di fine d’anno; la Protezione Animali savonese, promotrice da molti anni dei divieti, perché disturbano le persone malate e terrorizzano animali domestici e selvatici con conseguenze spesso mortali, ringrazia i sindaci di Altare, Bardineto, Borghetto S. Spirito, Cairo Montenotte, Ceriale, Millesimo, Roccavignale e Spotorno (se ve ne sono altri, si scusa per l’omissione) che hanno deliberato il divieto; a Savona per la prima volta lo spettacolo pirotecnico non ci sarà ma per mancanza di finanziamenti e sponsorizzazioni.

Si terranno invece fuochi artificiali tradizionali la sera di San Silvestro nei comuni di Finale Ligure ed Alassio; per i proprietari di animali domestici di questi comuni (e gli altri di cui non è al momento a conoscenza) Enpa pubblica un decalogo per affrontare l’emergenza al meglio; ma suggerisce fondamentalmente di trascorrere la serata con loro e, se possibile, portarseli assieme al veglione (e quindi scegliendo esercizi che li accettano), in modo da poterli tranquillizzare quando scoppieranno i botti ed i fuochi di fine d’anno; viceversa tenerli ben chiusi e sotto controllo (soprattutto i gatti di casa abituati alla passeggiata giornaliera), lasciandoli in compagnia di un indumento o un oggetto che riporti l’odore o il ricordo dell’amato proprietario e, per minimizzare l'impatto dei botti, accendere radio o tivù; nei casi più gravi consultarsi col veterinario di fiducia. Diffonde anche l’estratto delle norme che proibiscono lo scoppio di petardi e fuochi da parte di privati.

Rimane purtroppo inevitabile il danno che verrà arrecato, sia dai fuochi artificiali “pubblici” che dai petardi e fuochi “privati”, alla fauna selvatica che abita nelle città; ogni primo gennaio i volontari dell’Enpa trovano decine di uccelli morti o ne soccorrono altrettanti ancora vivi, dopo la fuga precipitosa dai posatoi notturni a seguito degli scoppi: sono tortore, passeri, cardellini, storni ma anche gabbiani, colombi, gazze e rapaci diurni e notturni.

La proposta della Protezione Animali è quella di non vietare i fuochi artificiali ma consentire solo quelli “moderni”, sempre luminosi ma meno impattanti e più silenziosi, quali fontane e droni con led multicolori, come già avvenuto a Torino e con sempre più frequenza in molte altre città sperando, l’anno prossimo, anche a Savona, con l’ulteriore speranza che le imprese fornitrici riducano i prezzi, attualmente spesso incompatibili con i magri bilanci comunali.

Comunicato stampa

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