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Attualità | 21 gennaio 2020, 13:28

Finale, un nuovo modo di osservare il turismo. Presentata stamani l'analisi statistica del mercato savonese (VIDEO)

Forniti un approccio metodologico e nuovi indicatori per misurare in modo efficace ed oggettivo l'andamento del settore tra Finale, Alassio, Loano e Pietra Ligure

Finale, un nuovo modo di osservare il turismo. Presentata stamani l'analisi statistica del mercato savonese (VIDEO)

Come sono cambiati i flussi turistici dal 2008 nel ponente savonese? In confronto ad altri Comuni, come si è comportato il comparto a Finale Ligure?

Da queste domande è nata l'idea di un'analisi di mercato diversa da quelle diramate dai canali ufficiali, come ad esempio quelli regionali, stilati dal Comune di Finale Ligure in collaborazione con lo studioso David Dall'Ara.

Ai dati reali e certficati mancava infatti negli anni passato il dato degli appartamenti ad uso turistico (AAUT), finiti invece sotto la lente di ingrandimento del nuovo studio che confronta i dati di Finale Ligure con Loano, Pietra e Alassio, similari per dimensioni dell'offerta e conformazione, presentato questa mattina nella sala consiliare finalese. Il tutto con l'intento di cambiare prospettiva parlando di turismo.

Una prospettiva che cambia di parecchio grazie a questo "effetto Barney", ossia a causa della regolarizzazione degli AAUT. Basti pensare che Finale possiede 11 mila posti letto, equamente suddivisi nell'ultimo anno tra le varie strutture ricettive, alberghiere e non. 

Pietra Ligure ha visto una grande perdita di posti letto da alberghiero (quasi 5mila), mentre Alassio tiene botta. Loano batte Finale in numeri AAUT e resta accodata alla città del Muretto con il 74% dei posti letto in strutture alberghiere. Finale da questo punto di vista ha perso circa il 12% di flessione, in parte calmierati dall'aumento degli altri dati.

L'analisi parte dal passato e tiene conto degli ultimi dieci anni, dal 2008 al 2017. Finale si presenta come vera e propria mosca bianca in fatto di presenze laddove nelle altre località vi è stato un calo (-8%): inalterate quelle degli italiani (+13%) diminuendo il gap con Alassio, leader nel ponente, raddoppiate invece quelle straniere (+100%) per una crescita globale del 31%.

Confortanti i dati nel periodo da ottobre a maggio, quello che viene considerato il "fuori stagione", dove è diminuita la forbice tra presenze italiane e straniere: se prima si partiva da una percentuale del 73% di italiani, nel 2020 la stessa è scesa al 57%. Tendenza rilevata anche negli altri tre casi, dove gli italiani restano comunque prevalenti in ampia misura.

Trainante a Finale il turismo outdoor che differenzia la cittadina dagli altri Comuni: Loano primeggia per turismo cosiddetto “silver”, Alassio vanta il primato in turismo “di qualità”, mentre Pietra è prediletta dal turismo “familiare”, spiegando la chiusura nel fuori stagione di molte strutture ricettive alberghiere.

La tipologia di turista influenza anche da un certo punto di vista l'indice di permanenza, ovvero il rapporto tra arrivi e partenze: vacanze più lunghe a Loano ed Alassio, dove è maggiore il turismo "silver", periodi più brevi negli altri casi. Ovunque però il rapporto negli anni va calando.

Non è però tutto positivo. Il 2019 ha infatti segnato il calo del “fuori stagione”, (Finale -7%): la diminuzione dei turisti stranieri, spalmata su tutto l'anno, ha inciso ma, con grande sorpresa degli imprenditori del settore presenti alla conferenza, in minor misura rispetto a quanto non abbia fatto il calo delle presenze di italiani.

Calato anche l'indice di saturazione, dove purtroppo non si è in grado di quantificare l’impatto sul dato dell’Effetto Barney.

Insieme ai tanti operatori del settore turistico-alberghiero si è poi discusso di alcuni aspetti da sempre molto discussi a Finale parlando di turismo. Ampliare e sponsorizzare l'offerta dell'intrattenimento una delle richieste giunte dalla platea, insieme ad una domanda che da tempo i finalesi si pongono: è possibile riportare in città un turismo di qualità? 

La risposta l'ha fornita il presidente degli albergatori finalesi, Marco Marchese: "Abbiamo tutte le frecce al nostro arco per poterlo fare. Ci stiamo lavorando, come col turismo culturale, ma servono anche strutture come spa e per il benessereDeve avviarsi una sorta di circolo vizioso tra strutture ricettive di qualità ed attività commerciali che siano all'altezza. Non sono due aspetti slegati tra di loro".

"Quello che salta all'occhio - ha poi concluso Dall'Ara - è che nel mondo dell'outdoor, dopo dieci anni di grande crescita, comincia ad esserci una flessione dovuta in parte all'impossibilità di crescere all'infinito ed in parte perchè altre destinazioni in Italia hanno investito quantità di progetti imprenditoriali e di risorse economiche. Fortunatamente l'unicità del territorio finalese garantisce un'esclusività che gli altri non hanno. Ma non si può dormire sugli allori".

Sfruttare questi dati per intervenire strategicamente sugli investimenti è dunque la strada indicata, imparando ad adeguare nel tempo l'offerta al turismo che cambia e condividendo le cosiddette "best practice" con una buona strategia di marketing.

Files:
 Executive Summary 4.0 (2.6 MB)
 Analisi Mercato Outdoor - v4 (1.5 MB)

Mattia Pastorino

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