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Cronaca | 22 gennaio 2020, 12:06

Conclusa l’operazione "Vesuvio": 7 persone in manette per atti intimidatori, estorsioni, incendi e furti in abitazione (FOTO e VIDEO)

Gli arresti tra Loano, Napoli e la Toscana al termine di un'indagine da parte dei carabinieri di Albenga, che ha consentito di ricostruire una serie impressionante di reati

Conclusa l’operazione "Vesuvio":  7 persone in manette per atti intimidatori, estorsioni, incendi e furti in abitazione (FOTO e VIDEO)

Si è conclusa nella serata di martedi l’indagine dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Albenga che ha consentito di ricostruire una serie impressionante di reati, unendo tutti i pezzi di un complesso “puzzle”. Sette gli indagati, tutti di origine napoletana, ma residenti tra Borghetto S. Spirito e Loano, arrestati tra Napoli, Chiusi (Siena) e Loano, sotto il coordinamento del Pubblico Ministero Elisa Milocco della Procura di Savona.

Tutti i dettagli sull'operazione sono stati resi noti questa mattina nel corso di una conferenza stampa, tenutasi presso il Comando Compagnia Carabinieri di Albenga, a cui hanno preso parte il comandante della Compagnia Carabinieri ingauna Sergio Pizziconi, il tenente Jacopo Rossi e il luogotenente Roberto Milano, comandante della stazione Carabinieri di Borghetto S. Spirito.

La vicenda ha inizio a metà novembre, quando la famiglia che gestisce la nota pizzeria di Borghetto S. Spirito, “I figli del Vesuvio”, denuncia l’incendio del dehor. Da quel giorno il locale è stato oggetto di un’escalation di atti intimidatori, terminati a metà dicembre con il tentativo di incendio della cucina.

L’uso del fuoco ha più volte reso necessario l’intervento dei Vigili del fuoco anche per evitare il coinvolgimento delle abitazioni circostanti. Non sono mancate una serie di minacce telefoniche ed altri danneggiamenti, come lo sfondamento dei cristalli di una Smart, usata anche per la pubblicità dell’attività.

L’atteggiamento poco collaborativo degli esercenti ha reso necessaria un’attività di indagine articolata che ha visto gli investigatori impegnati per lungo tempo con pedinamenti, raccolta di informazioni, esame dei filmati delle telecamere cittadine e rilievi tecnici.

Le investigazioni si sono concentrate su un gruppo di cittadini di origine napoletana abitanti a Loano, nei confronti dei quali si è focalizzata l’attenzione degli inquirenti consentendo di raccogliere elementi certi di responsabilità.

I quattro soggetti individuati, infatti, sono ritenuti gli esecutori materiali delle intimidazioni (ad esclusione dell’incendio del dehor, sul quale sono ancora in corso le indagini), rivolte agli esercenti per un presunto credito di 6mila euro.

Raccolti tutti gli indizi da parte dei Carabinieri, il GIP Fiorenza Giorgi ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per un intero nucleo familiare (padre, madre e due figli). Per il padre (V.C., classe '65, residente a Loano) e per i due figli G.C. e G.C., rispettivamente classe '88 e '93), le manette sono scattate a Chiusi, sulle colline senesi: ad eseguire l’arresto i carabinieri della Compagnia di Montepulciano (Siena). La madre (S.G., classe '65) è stata invece tratta in arresto nel quartiere Forcella di Napoli, con il supporto dei colleghi e dell’Arma della Compagnia di Napoli Stella. I tre uomini sono stati tradotti presso il carcere di Siena, la donna si trova invece detenuta presso la casa circondariale femminile di Napoli.

L’indagine ha però riservato ulteriori sosprese: il titolare (M.F., classe '76 residente a Loano) e i due dipendenti della pizzeria (G.C., classe '83 e P.M., classe '92), tenuti sotto controllo sia per acquisire elementi sull’estorsione che per proteggerli da ulteriori atti intimidatori, approfittando di un viaggio all’estero di un loro conoscente, il 12 dicembre scorso, hanno svaligiato la casa dell’uomo, rubando monili in oro, apparecchiature elettroniche ed informatiche per un valore di 10mila euro. Anche loro, quindi, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria che ha emesso nei loro confronti un ordinanza di carcerazione.  

I tre, attualmente detenuti nelle carceri di Genova, Sanremo e Imperia, dovranno rispondere di furto pluri-aggravato in concorso. 

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 VESUVIO (3.4 MB)

Redazione

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