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Savona | 24 gennaio 2020, 07:10

Savona, il 27 gennaio "Memoria e Olocausto" con Moni Ovadia nell'ambito della Giornata della Memoria

Appuntamento alle 18 presso la Sala Rossa del Comune: incontro a cura di Libreria Ubik, in collaborazione con ANED Associazione ex deportati, ISREC Istituto storico della Resistenza, Comunità di San Benedetto

Savona, il 27 gennaio  "Memoria e Olocausto" con Moni Ovadia nell'ambito della Giornata della Memoria

Lunedì 27 gennaio, alle ore 18 presso la Sala Rossa del Comune di Savona: "Memoria e Olocausto", il dovere di ricordare le atrocità e le discriminazioni di ieri e di oggi nell'ambito della Giornata della Memoria.

Incontro con lo scrittore e drammaturgo Moni Ovadia.

Introduce Renata Barberis.

Incontro a cura di Libreria Ubik, in collaborazione con ANED Associazione ex deportati, ISREC Istituto storico della Resistenza, Comunità di San Benedetto.

In Mattinata al Teatro Chiabrera incontro con le scuole savonesi.

In serata alle ore 21, sempre al Teatro Chiabrera, spettacolo teatrale “Dio ride” con Moni Ovadia e la Stage Orchestra.

Moni Ovadia (attore drammaturgo scrittore e musicista discendente da famiglia ebraica, noto per il suo costante impegno politico e civile a sostegno dei diritti e della pace) ricorderà il dramma dell'Olocausto, proponendo alcune riflessioni affinché il Giorno della memoria non si riduca ad un rituale celebrativo e vacuo, ma riesca a reagire a tutte le forme di revisionismo e negazionismo. “Raccontare la Shoah significa trasmettere alle giovani generazioni la consapevolezza di quelle mostruosità che l'uomo ha perpetrato, perché sappiamo che la storia può ripetersi in forma forse non identica ma con esiti altrettanto devastanti”. 

"Io conosco la Shoah. Tuttavia ritengo che oggi essa venga strumentalizzata per altri scopi. Il giorno della memoria sta diventando il giorno della falsa coscienza. L'Ebreo è divenuto il Totem attraverso cui ricostruire la verginità della civiltà occidentale. Ma l'ebreo di oggi è il rom, considerato ancora paria dell'umanità, è il musulmano, il palestinese, è il profugo che trova la morte nella fossa comune del Mediterraneo". 

"Abbiamo bisogno di sapere- suggerisce Ovadia- che la memoria serve ad edificare presente e futuro. Altrimenti, è solo vuoto celebrativismo. E allora, che si parli pure di una giornata 'delle memorie'". 

Comunicato Stampa

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