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Cronaca | 25 gennaio 2020, 12:12

Truffa online, vendono prodotti ma non li recapitano: smascherata famiglia valbormidese (FOTO)

L'operazione denominata "Mille Pacchi" è stata condotta dai carabinieri della stazione di Carcare. Oltre 600 le truffe in tutta Italia

Truffa online, vendono prodotti ma non li recapitano: smascherata famiglia valbormidese (FOTO)

Oltre 600 truffe online messe assegno in tutta Italia. Al termine di un'operazione articolata, i carabinieri della stazione di Carcare hanno sgominato una famiglia specializzata in truffe vie internet. I dettagli dell'indagine denominata "Mille Pacchi" sono stati comunicati questa mattina, sabato 25 gennaio, nel corso di una conferenza stampa presso i locali della Compagnia carabinieri di Cairo Montenotte. 

Mettevano in vendita oggetti. Poi non il consegnavano mostrando false ricevute postali. Quattro le persone denunciate in concorso per truffa aggravata e sostituzione di persona alla Procura di Savona (sono un centinaio i capi di imputazione): S.C., nata a Savona di 51 anni, G.P., originario della Provincia di Cagliari di 51 anni, marito della S.C., I.C. originario di Carcare 83enne, padre della S.C. e N.G. 76enne originaria di Roccavignale, madre della S.C..

Tenuto conto della vastità dell'attività delittuosa, la Procura ha deciso di riunire il tutto in un unico fascicolo. Appoggiando l'attività investigativa proposta e portata avanti dai militari dell'Arma. 

Le truffe (iniziate nel 2014) erano commesse con un metodo relativamente semplice. S.C. e G.P., immettevano e gestivano contemporaneamente sui principali portali di annunci online decine di inserzioni inerenti vendite di borse, oggettistica e capi di vestiario di marca (materiale contraffatto) a prezzi inferiori rispetto al loro valore di mercato. Questi annunci venivano sempre pubblicati con nomi, riferimenti telefonici o telematici sempre diversi tra loro. Utilizzando spesso dati di persone a loro volta truffate. Dopo aver stabilito il contatto con la vittima, si facevano versare la somma pattuita su carte prepagate. Mandando come garanzia dell'avvenuta spedizione dell'oggetto acquistato, la fotografia della ricevuta postale contraffatta. Addossando poi la colpa del mancato recapito alle Poste e facendo perdere le proprie tracce. 

Questi i numeri dell'operazione condotta (indagine iniziata nel 2017) dai militari dell'Arma della stazione di Carcare: commesso con certezza 250 truffe alle quali è seguita la denuncia da parte delle vittime; sono circa 400 gli altri raggiri non denunciati dalle vittime. Sia per l'entità della somma di denaro truffata, sia per la vergogna di aver subito il raggiro; i truffatori hanno utilizzato più di 50 identità diverse, ognuna associata ad una email inventata e costruita con lo schema 'nome, cognome' al fine di ingannare le vittime. Proponendosi sempre come persone diverse; 19 i cambi di dimora per sfuggire alle maglie della giustizia. Tra la Riviera di ponente, la Val Bormida e il basso Piemonte. Utilizzando spesso come contatti i dati di I.C. e N.G.. Anche in questo caso, usando dati personali delle vittime truffate per intestare loro insaputa contratti d'affitto; mediamente ricorrevano ad una truffa al giorno. La somma accertata dall'attività delittuosa è stata stimata in 600 mila euro. 

Attraverso l'esecuzione dei servizi di osservazione come il pedinamento, l'analisi di copiosi tabulati telefonici per individuare i vari domicili nel quale dimorava il quartetto (recentemente era tornato a risiedere in Val Bormida) e le auto in uso, i carabinieri hanno eseguito: perquisizioni locali e personali con rinvenimento di veri e propri registri cartacei su cui vi erano annottati nomi e numeri di telefono di decine di persone truffate; sequestrare centinaia di documenti, conti correnti, assegni, carte, postepay, carte bancarie prepagate di diversi istituti bancari, tablet, cellulari e numerose schede telefoniche in uso ai truffatori; eseguire una misura cautelare nei confronti di S.C. (tratta in arresto in una località del basso Piemonte), vera e propria promotrice dell'attività delittuosa. I genitori fornivano perlopiù supporto logistico. 

"Chi avesse subito truffe del genere - spiegano dall'Arma - può contattare la stazione dei carabinieri di Carcare per avere informazione e delucidazioni". 

Graziano De Valle

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