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Cronaca | 25 gennaio 2020, 12:13

Relazione DIA, Pietro Fotia: "Dovrebbe essere doveroso tenere conto dei processi definitivi svolti"

Fotia evidenzia sentenza con cui il Tribunale di Reggio Calabria escludeva la "sorveglianza speciale"

Relazione DIA, Pietro Fotia: "Dovrebbe essere doveroso tenere conto dei processi definitivi svolti"

Pietro Fotia puntualizza la propria posizione dopo la divulgazione della relazione sui risultati conseguiti dalla DIA nel primo semestre 2019. Una relazione che, sulla scia dei riscontri investigativi e giudiziari degli anni recenti, torna ad evidenziare le "proiezioni extraregionali" della 'ndrangheta in Liguria. 

"Ritenendo che, come da parte mia è doveroso rispettare le iniziative degli investigatori, altrettanto doveroso dovrebbe essere da parte loro tener conto dei processi definitivi svolti", scrive Pietro Fotia, che cita una sentenza del Tribunale di Reggio Calabria del giugno 2018 che respingeva una richiesta di "sorveglianza speciale" quale indiziato di appartenenza alla cosca "Bruzzaniti-Morabito-Palamara", attiva ad Africo (Rc) ma con ramificazioni sul territorio ligure. Allora il tribunale reggino escludeva un giudizio di "pericolità sociale qualificata" di Fotia quale appartenente al sodalizio criminoso legato al mandamento jonico.

In uno stralcio della sentenza, sul quale lo stesso Pietro Fotia vuole porre l'accento, si legge dell'impossibilità di "pervenire ad un giudizio di appartenenza mafiosa alla cosca operativa in Africo, al di là dei legami familiari o di sangue e di frequentazione di per sé non determinanti". Di qui il respingimento della richiesta di sorveglianza speciale formulata nei confronti di Pietro Fotia. 

Redazione

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