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Savona | 27 gennaio 2020, 20:10

Savona, "Memoria e Olocausto": lo scrittore e drammaturgo Moni Ovadia nella Sala Rossa del Comune per ricordare la Shoah

"Il giorno della memoria sta diventando il giorno della falsa coscienza. L'Ebreo è divenuto il Totem attraverso cui ricostruire la verginità della civiltà occidentale"

Savona, "Memoria e Olocausto": lo scrittore e drammaturgo Moni Ovadia nella Sala Rossa del Comune per ricordare la Shoah

Nel tardo pomeriggio odierno, la Sala Rossa del comune di Savona ha ospitato l'evento "Memoria e Olocausto": il dovere di ricordare le atrocità e le discriminazioni di ieri e di oggi nell'ambito della Giornata della Memoria.

L'evento ha visto la partecipazione dello scrittore e drammaturgo Moni Ovadia ed è stato introdotto da Renata Barberis. L'incontro era a cura di Libreria UBIK, Aned Savona Associazione ex deportati, Isrec Savona Istituto storico della Resistenza, Comunità Di San Benedetto Al Porto. I

In Mattinata al Teatro Chiabrera si è invece svolto l'incontro con le scuole savonesi. In serata, alle ore 21 sempre al Teatro Chiabrera, lo spettacolo teatrale “Dio ride” con Moni Ovadia e la Stage Orchestra.

Moni Ovadia (attore drammaturgo scrittore e musicista discendente da famiglia ebraica, noto per il suo costante impegno politico e civile a sostegno dei diritti e della pace) ha ricordato il dramma della Shoah, proponendo alcune riflessioni affinché il Giorno della memoria non si riduca ad un rituale celebrativo e vacuo, ma riesca a reagire a tutte le forme di revisionismo e negazionismo.

Raccontare la Shoah significa trasmettere alle giovani generazioni la consapevolezza di quelle mostruosità che l'uomo ha perpetrato, perché sappiamo che la storia può ripetersi in forma forse non identica ma con esiti altrettanto devastanti. Io conosco la Shoah. Tuttavia ritengo che oggi essa venga strumentalizzata per altri scopi. Il giorno della memoria sta diventando il giorno della falsa coscienza. L'Ebreo è divenuto il Totem attraverso cui ricostruire la verginità della civiltà occidentale. Ma l'ebreo di oggi è il rom, considerato ancora paria dell'umanità, è il musulmano, il palestinese, è il profugo che trova la morte nella fossa comune del Mediterraneo. Abbiamo bisogno di sapere - suggerisce Ovadia - che la memoria serve ad edificare presente e futuro. Altrimenti, è solo vuoto celebrativismo. E allora, che si parli pure di una giornata 'delle memorie'".

redazione

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