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Attualità | 15 febbraio 2020, 09:30

La Voce dei Giovani con Yepp Albenga: "Lettera d'amore"

Oggi, per la consueta rubrica del Centro Giovani ingauno, una puntata in pieno stile "San Valentino"... Perché è bello saper essere romantici!

Illustrazione: Jean Honoré Fragonard, Lettera d'amore, 1770-75 ca

Illustrazione: Jean Honoré Fragonard, Lettera d'amore, 1770-75 ca

YEPP Albenga è l’associazione che aiuta i giovani a realizzare le proprie idee, a diventare cittadini attivi, e a portare ad Albenga il cambiamento che desiderano. Ha sede nel Centro Giovani di Piazza Corridoni 9, ex Cinema Astor.

Lettera d’Amore

“Oggi scriverete una lettera alla vostra crush”.

Queste parole non piacquero particolarmente alla mia classe. Iniziammo tutti a guardarci scioccati, come se la parola crush, cotta, fosse un insulto che la madrelingua di inglese ci aveva appena rivolto. Un boato si levò dai miei compagni, in protesta “Si Prof, ma quale?”, “Raga, ma chi mi considera?”, “Che schifo San Valentino!”.

La richiesta non venne accolta molto caldamente. La professoressa iniziò così a raccontarci di quando lei, a scuola, scriveva e riceveva lettere d'amore il fatidico 14 febbraio. Questa giornata non era solo dedicata agli innamorati e alle coppie, ma tutti potevano semplicemente dire ciò che provavano, senza vergogna. Rimanemmo stupefatti.

Quanto sarebbe bello arrivare a scuola e vedere persone che si scambiano lettere cariche di sentimenti e farfalle nello stomaco! E alt, non lo dico a mo' di “Nessuno mi considera, voglio una lettera d'amore…” NO! Lo dico perché sarebbe così liberatorio, secondo me, avere la forza di fare una cosa del genere. Pensiamo agli anni '80 come un periodo di forti sentimenti, prom americani, lettere, bigliettini segreti, telefonate la sera fino a tardi... Ma oggi, esistono ancora cose del genere? Avremmo il coraggio di scrivere al nostro amato ciò che proviamo per lui o semplicemente, di imprimere i nostri sentimenti su un foglio?

Viviamo in un'epoca dove pregiudizi, etichette e commenti sono all'ordine del giorno, dove il romanticismo equivale a debolezza. Non è un po' triste il tutto?

Se noi trovassimo davvero la forza di scrivere quelle amare parole, domande, emozioni, che ci rendono pensierosi, a mio parere, un enorme macigno rotolerebbe via dal nostro petto, permettendoci di respirare a pieni polmoni.

Mentre scrivo questo articolo penso alla lettera che ho scritto oggi in classe, nel mezzo della confusione scolastica, nella quale nessuno sapeva veramente a chi scrivere. Dopo una breve esitazione, iniziai a scrivere, non sapendo bene come approcciarmi al minaccioso foglio bianco che avrei dovuto riempire di stupide e infime parole, mentre la mia compagna di banco mi guardava sorpresa, per la decisione con cui scrivevo.

Quando scrivo mi si apre il cuore ed è lui stesso, la maggior parte delle volte, a parlare per me. E in quel momento fu proprio così: avevo così tanto bisogno di scrivere che in poco tempo la mia lettera era conclusa, senza un dubbio o un rimorso per ciò che avevo scritto. Che liberazione! Mi sentii più leggera nell'istante in cui firmai alla fine del foglio “Love, Nicole”.

Avevo appena scaricato tutto, sofferenza, gioia, amore, dolore e tutto il resto che mi condizionava in quel periodo. Le parole si erano gettate sul foglio indipendenti e vive, riempendolo di macchie bluastre, sorprendendo me stessa della voracità con cui scivolavano fuori dalla biro. Mentre posavo la penna accanto al foglio sentivo il petto in subbuglio, nella testa turbinava un seguito di emozioni e pensieri e l'istante seguente nel quale consegnai quel trattato di emozioni all'insegnante mi sentii leggera e libera, per davvero.

Scrivete ciò che vi tormenta o rende felice, alle vostre paure per sconfiggerle, alla persona che amate per sentirvi più leggeri. E non createvi fisse inutili per queste famigerate cotte, sono parti importanti della nostra vita, che riempiono il cuore, la mente, ci fanno crescere e capire maggiormente noi stessi. L'importante è saper distinguere il volere di questa persona dal proprio: non esiste il “faccio questo perché lui vuole” o “se mi vesto così sicuramente mi noterà”, assolutamente no. Siate voi stessi, sempre, e non cambiate per nessuno: fatevi la domanda contraria, ci sarebbe qualcuno disposto a cambiare per voi?

E poi avanti, lasciatevi andare, è così bello talvolta essere in balia dei sentimenti! Quell'emozione quando crush vi passa accanto e i vostri sguardi, anche involontariamente, si incrociano per mezzo secondo, incontrarsi per caso e sobbalzare per la sorpresa, con il cuore che sprofonda, un ciao appena sussurrato.

Infine, consiglio di scaricare questi sentimenti, positivi o negativi, pensieri, esprimere le proprie opinioni, senza vergogna e amare ciò che ne verrà fuori, che sia bello o brutto, perché alla fine, fa parte di voi stessi.

L'AUTRICE DI QUESTO ARTICOLO:

Nicole Vio, 16 anni, vive ad Albenga e frequenta il Liceo Giordano Bruno a indirizzo linguistico, dove studia inglese, francese e tedesco. Ama i viaggi, la musica, il teatro e la scrittura, e con lo Yepp sta finalmente realizzando i suoi sogni!


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