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Eventi | 15 febbraio 2020, 11:50

A Pietra Ligure per cantare tutti in coro: "Buon Compleanno, Faber"

Il 18 febbraio concerto gratuito della band il ClanDestino al Teatro Moretti per celebrare gli 80 anni della nascita di De Andrè

A Pietra Ligure per cantare tutti in coro: "Buon Compleanno, Faber"

Si intitola "Buon Compleanno Faber" lo spettacolo che la band il ClanDestino presenta al Teatro Moretti di piazza Castello a Pietra Ligure per celebrare la ricorrenza della nascita di Fabrizio De Andrè.

Il cantautore diventato ormai simbolo di Genova nel mondo, infatti, nacque il 18 febbraio del 1940. Per cui, se fosse ancora tra noi, festeggerebbe 80 anni.

Purtroppo questo immenso artista ci ha lasciati nel 1999, ma la sua musica è più viva e attuale che mai. E proprio il 18 febbraio alle 21, giorno esatto della nascita, il ClanDestino ne tributerà la vita e le opere. L'ingresso è libero. L'appuntamento gode del patrocinio del Comune di Pietra Ligure.

Dopo alcuni “assestamenti” (consueti nella storia di ogni band) la formazione del ClanDestino oggi si è stabilizzata con Gil Vignati voce, Guido Dellapietra chitarra-saz-mandolino-bouzouki, Stefano Cagnone chitarra, Franco Mantero tastiere, Roberto Bissolotti basso, Maurizio Pettigiani percussioni e colori.

La caratteristica del gruppo è quella di eseguire i brani proponendoli senza attenersi strettamente ad una esecuzione tradizionale, ma di farli assaporare al pubblico in una veste nuova, fresca, sempre attuale ma al tempo stesso rispettosa nei confronti dell’autore e delle sue opere.

Lo spettacolo presenta il meglio della musica di Fabrizio De Andrè nei suoi concerti, sapienti e accattivanti arrangiamenti di brani che hanno fatto la storia della musica cantautorale italiana, nello specifico genovese. Ogni brano una storia che descrive personaggi, luoghi, atmosfere, odori e sensazioni. La Genova dei tempi passati con il suo dialetto e i suoi modi di dire.

I brani vengono inoltre intervallati da aneddoti e brevi introduzioni dell’attore e cantante Gil Vignati che, simpaticamente conduce l’ascoltatore tra vicoli e “caruggi”, facendolo “viaggiare” con la mente in un vero e proprio sogno “immersivo” in quella che fu la Genova di De Andrè.

A. Sg.

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