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Curiosità | 17 febbraio 2020, 15:00

Albenga, i "Prof" dell'Artistico mettono a tacere le polemiche: "La nostra Mater Matuta non è una divinità pagana"

Gli insegnanti: "Nessuna volontà idolatrica, ma un percorso di ricerca storica e culturale basato su Albenga e la sua economia agricola nei secoli"

Nella foto: un momento della cerimonia di inaugurazione della Mater Matuta

Nella foto: un momento della cerimonia di inaugurazione della Mater Matuta

Su Savonanews avevamo parlato, a novembre, dell’inaugurazione della “Mater Matuta”, monumento dedicato alla storia dell’economia agricola di Albenga, realizzato dagli studenti del Liceo Artistico.

Era stata una giornata idilliaca, baciata da un caldo sole, con tanto pubblico accorso a salutare l’arrivo della nuova opera d’arte, scrosci di applausi e persino la banda a “salutare” l’evento con la sua musica.

Eppure nel giro di breve tempo la situazione è cambiata. A criticare l’evento, alcuni blog del mondo cristiano al quale non era piaciuto il fatto che don Ivo Raimondo avesse benedetto quella che definivano come una “divinità pagana”.

Sui vari siti si erano lette frasi decisamente forti, che cercavano un parallelismo con il “Sinodo sull’Amazzonia”. Alcuni esponenti della religione cristiana cattolica non hanno approvato il fatto che Papa Francesco I abbia accolto in Vaticano alcuni rappresentanti della comunità amazzonica, che hanno portato in dono una statuetta della “Pachamama”, la “Madre Terra”.

Ed ecco che, per associazione di idee, sui blog qualcuno etichettava la “Mater Matuta” ingauna come “Pachamama de noantri”, qualcun altro si spingeva addirittura oltre, parlando di “infezione idolatrica” e invocando “un esorcismo”, mentre un blog andava al di là delle vicende religiose, esprimendo un giudizio estetico del tutto arbitrario e definendo l’opera “oggettivamente brutta”.

La vicenda avrebbe potuto benissimo concludersi così, tra le pagine web di alcuni esponenti cattolici, se non fosse poi invece stata ripresa, con ancora maggiore enfasi, da alcuni quotidiani nazionali e servizi televisivi.

Il liceo artistico di Albenga è una scuola profondamente immersa nel tessuto sociale del comprensorio: come dimenticare la sua collaborazione ad eventi di pregio tra cui il Palio dei Rioni di Albenga, il CarnevaLoa di Loano e Festival Teatrale di Verezzi? E la “Mater Matuta” altro non è che una ulteriore testimonianza artistica di questo rapporto con il territorio, un “dono” della scuola alla Città di Albenga. Eppure, questa campagna mediatica esplosa proprio nei giorni degli Open Day non ha giovato all’immagine dell’istituto.

Il professor Pietro Marchese, coordinatore di questo progetto, è attonito, amareggiato e deluso: “Ma che cosa sta succedendo? L’opera non porta con sé nessuna operazione di idolatria o panteismo, non sono stati sacrificati animali in piazza o fatte delle danze della pioggia… Al di là dell’ironia, nel lavoro che abbiamo fatto non c’è nulla di improvvisato. Al contrario, questa statua è frutto di anni di studio e di ricerca: un percorso che ha preso in esame la storia della città, le sue origini romane, e la sua economia basata sull’agricoltura. Questo è: un omaggio alla città d’Albenga con il suo passato e le sue tradizioni agricole.

Non solo: l’insegnamento che abbiamo voluto far giungere ai ragazzi è quello di fare qualcosa per la città, passare da una ‘politica del chiedere’ a una ‘politica del proporre e del fare’ per il bene di tutti”.

Molti docenti del Liceo Artistico sono, oltre che insegnanti, degli artisti. Tra cui lo stesso Marchese, che commenta: “Sono abituato ad espormi al giudizio di ammiratori e detrattori, è normale. Ma se questo va benissimo per il mio lavoro in prima persona, non posso invece accettarlo quando si attacca l’operato di una scuola: perché si colpiscono anni di lavoro degli studenti, dei loro insegnanti, si colpiscono indirettamente anche le famiglie dei ragazzi, gli sponsor che hanno creduto nel progetto e l’amministrazione comunale che lo ha sostenuto. Si attacca un’intera comunità”.

L’assessore ai servizi sociali Simona Vespo è stata la prima ad annunciare che il lungo lavoro di ricerca e di realizzazione della statua meriterà una pubblicazione. Commenta in merito: “Come amministrazione comunale siamo tutti favorevoli a quanto ha prodotto il liceo. Un lavoro frutto dell’impegno e della volontà dei ragazzi per onorare la tradizione ligure, infatti le piastrelle che compongono l’opera raffigurano i prodotti agricoli della piana. I ragazzi e i loro professori, con il supporto e la sinergia di associazioni e realtà del territorio, hanno svolto un lavoro egregio e ritengo che esso meriti di essere raccolto in una pubblicazione”.


Alberto Sgarlato

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