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Savona | 27 febbraio 2020, 12:10

Malata di mieloma, anziana e costretta a letto: "L'Enel vuole staccare il contatore in piena emergenza Coronavirus"

"Quale utilità dovrebbe essere più pubblica di quella che assicura la vivibilità e la sopravvivenza ad una persona anziana e invalida nella piena emergenza del Coronavirus?". Riceviamo e pubblichiamo

Malata di mieloma, anziana e costretta a letto: "L'Enel vuole staccare il contatore in piena emergenza Coronavirus"

Sono una paziente affetta da mieloma, esposta non solo a molteplici rischi ma anche costretta alla convivenza con questa malattia (un tumore maligno del sangue) il cui decorso è un'incognita tutti i giorni. Ho 74 anni, limitate possibilità di deambulazione e invalidità al 100%, con il bisogno di un'assistenza continua che - grazie al Cielo - mio marito può ancora darmi, con qualche fatica. Vivo in provincia di Savona.  

Ematologi e terapisti del dolore non mancano mai di raccomandarmi di evitare il contatto con persone che potrebbero trasmettermi anche solo un raffreddore. E questo, come tanti soggetti deboli purtroppo sanno bene, è un accorgimento fondamentale che ovviamente è indipendente dalla diffusione del Coronavirus. Ma il Coronavirus si aggiunge come un pericolo vero e serio per chi come me patisce questa patologia, e peggiora di molta le condizioni quotidiane. Le mie possibilità di movimento sono anche limitate da un'operazione chirurgica subita due anni fa proprio a causa del mieloma, che è stata eseguita sulla colonna vertebrale. Di fatto sono confinata a letto. 

Oggi è arrivato un operatore dell'Enel intenzionato a staccare il contatore della luce presso la mia abitazione. Mio marito si occupa delle bollette e si è riscontrato un insoluto pregresso, che avremmo pagato una volta appurata, con la lettura del contatore, gli effettivi consumi. Sorvolando sul modo con cui vengono recapitate le bollette elettriche, con conteggi che vengono riportati di volta in volta senza chiare le specifiche, specie all'uso dei più anziani... resta il fatto che, dopo solo un avviso scritto di pagamento, presentarsi da una persona invalida in piena emergenza epidemica (emergenza reale per chi soffre di certe patologie) per staccare la luce, senza dettagli sulla giustificazione del fatto, è a dir poco sconcertante. Senza abbassamento dell'energia, prima! 

Tutto questo alla luce del fatto che io e mio marito, oltre ad essere stati sempre ineccepibili nei pagamenti delle bollette, abbiamo sempre manifestato la volontà di saldare il dovuto, il giusto dovuto. Sarebbe stato sufficiente verificare la situazione e attendere la ricezione del pagamento, senza attivare una procedura che dovrebbe essere fatta solo quando c'è una morosità vera e propria, e peraltro soltanto dopo solleciti ripetuti e diffide. E' stato un fatto amareggiante. Senza contare che al servizio clienti è stata indicata per due volte una email cui mandare la bolletta arretrata (250 euro circa) da stampare e pagare. Email che non è arrivata. 

La fornitura di energia elettrica, che sia somministrata da Servizio Elettrico Nazionale o da qualsiasi gestore, è un servizio di pubblica utilità che dovrebbe tener conto di tutti i fattori. Nessuno pretende che gli uffici dell'Enel conoscano lo stato di salute di ogni singolo intestatario. Ma basterebbe un po' di buon senso per partecipare, con sensibilità, a questo momento di emergenza nazionale, che vede esposti soprattutto i più indifesi. Tanto più che nel mio caso sarebbe bastato seguire le procedure usuali. 

Non devono essere i singoli dipendenti ad esercitare la loro personale sensibilità, che per fortuna si vede in molte occasioni. Dovrebbero essere i dirigenti e, se del caso, la politica a precettare i gestori dei servizi pubblici, specialmente nei momenti di una criticità sanitaria che riguarda tutti i cittadini.

E quale utilità dovrebbe essere più pubblica di quella che assicura la vivibilità e la sopravvivenza ad una persona anziana e invalida nella piena emergenza del Coronavirus? Invece vengono fatti partire i funzionari per staccare i contatori, senza considerare né le singole situazioni né la situazione generale. 

Una lettrice

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