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Attualità | 24 marzo 2020, 12:59

Spostamenti per la spesa in un altro Comune: i chiarimenti dal Ministero dell'Interno

Stando ad una circolare è concesso raggiungere il punto vendita più vicino alla propria abitazione e col tragitto più rapido. A prescindere dal paese o dalla città di domicilio

Spostamenti per la spesa in un altro Comune: i chiarimenti dal Ministero dell'Interno

Posso spostarmi dal mio paese di domicilio per andare a fare la spesa?”. E' questa nelle ultime ore una delle domande più frequenti che giungono da parte dei cittadini, non solo alla nostra redazione, ma anche scorrendo i diversi social network.

Il tutto dopo l'ennesimo decreto presidenziale, ormai notoriamente conosciuto con l'acronimo DPCM, annunciato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella tarda serata di sabato ed in vigore da ieri, lunedì 23 marzo, fino al prossimo 3 aprile. Proviamo quindi a fare chiarezza, attenendoci a quanto riportato dai decreti stessi e dalle disposizioni del Ministero dell'Interno.

Sul testo del Decreto 22 marzo, l'ultimo emesso, è riportato come sia fatto “divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un Comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano”. Il tutto ovviamente fatto salvo si tratti di “comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute”.

Pochi dubbi quindi su due casistiche, ossia i motivi di lavoro e di salute. A questo punto il quesito è: la spesa rientra tra i motivi di assoluta urgenza? A quanto parrebbe si. Almeno secondo una nota esplicativa del Ministero dell'Interno, per la quale in questa categorie di esigenze rientrano “gli spostamenti per l'approvvigionamento di generi alimentari nel caso in cui il punto vendita più vicino e/o accessibile alla propria abitazione sia ubicato nel territorio di altro Comune”.

Altro caso quello in cui il market si trovi sulla strada che si percorre quotidianamente per recarsi sul luogo di lavoro. In questo caso pochi interrogativi: la sosta, seppure in altro Comune, è consentita.

Esiste dunque una logica ben precisa in questo chiarimento, e si rifà direttamente all'uso del buon senso di ognuno di noi, ovvero limitare al minimo gli spostamenti. E se la strada più breve per raggiungere un negozio od un supermercato dopo poter fare la spesa porta ad un altro Comune via libera. Ovviamente senza approfittarsene e portando con sé il nuovo modulo di autocertificazione.

Mattia Pastorino

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