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Solidarietà | venerdì 22 giugno 2018, 09:13

Grande ricciola pescata ad Albissola: la denuncia dell'Enpa

"Speriamo che forse un giorno non lontano un trattamento migliore verrà riservato anche agli animali che non miagolano e non cinguettano, i poveri pesci"

Grande ricciola pescata ad Albissola: la denuncia dell'Enpa

 

"Dopo essere stata dolorosamente arpionata, ha lottato coraggiosamente, conquistando 40 metri di filo e trascinando l’avversario a 150 metri dalle riva; lei era una ricciola di 36 chili che combatteva per la vita, lui un pescatore sub che si diverte ad uccidere animali" spiegano in una nota l'Enpa. 

"Gli scienziati dicono che si conosce di più la superficie lunare che le profondità dei mari e le sue creature; un tempo non si conosceva la sensibilità e la vita sociale dei cetacei ed ora, anche se i maledetti giapponesi, danesi ed islandesi ancora li uccidono, la maggioranza delle persone e degli stati li amano e vogliono che si rispettino. Speriamo che forse un giorno non lontano un trattamento migliore verrà riservato anche agli animali che non miagolano e non cinguettano, i poveri pesci". 

"La Protezione Animali savonese - prosegue - vuole ricordare la grande ricciola di Albissola riportando alcuni passi della descrizione di questo pesce fatta in un sito online di pescatori, meravigliati della poesia del testo, scritto da chi poi non esita a braccarlo, ucciderlo e mangiarselo (https://www.pescare.net/pesci/ricciola)". 

"È un pesce bello, lungo e affusolato come un siluro, potente e forte come può esserlo solo un corridore del mare. Il profilo è leggermente ricurvo, il muso è arrotondato ed è caratterizzato da un’espressione severa, quasi corrucciata. Le mascelle giungono sino alla metà dell’occhio. Le scaglie sono molto piccole: lungo la linea laterale ce ne sono da 150 a 180, secondo gli esemplari. Le pinne dorsali sono due e la prima è molto più piccola della seconda. La pinna anale, anche se un poco più piccola, è simile alla seconda dorsale. La pinna caudale è profondamente forcuta. Il dorso è blu o grigio argento, i fianchi sono più chiari e il ventre è bianco argento. Lungo i fianchi corre un’iridescenza dorata e dorato è pure l’occhio degli individui giovani, che sono gialli con strisce scure verticali. E’ visibile anche una diffusa macchia scura sul capo, subito dietro gli occhi. Può raggiungere i due metri di lunghezza e i cinquanta-sessanta chili di peso. È carnivora e la riproduzione avviene in primavera e all’inizio dell’estate, secondo le zone. E’ comune in tutto il Mediterraneo e nell’Atlantico meridionale. È un pesce d’alto mare, che ama gli sconfinati spazi liquidi e la severità dei fondali profondi, pur non disdegnando la luminosità della superficie. Solitamente incrocia al largo, in piccoli branchi, inseguendo i piccoli pesci azzurri, di cui si ciba. La si può trovare a duecento metri di profondità, subito sotto il pelo dell’acqua, secondo gli umori del momento, secondo le correnti dominanti e secondo le quote a cui si trova il pranzo più appetitoso e più abbondante". 

"Alle rive si avvicina solo in primavera e nella tarda estate, seguendo gli invisibili sentieri che le hanno insegnato i suoi avi e che, oltre a lei, conoscono tutti i pesci migratori. Nel periodo degli amori la Ricciola sente il bisogno di acque un poco più calde ed allegre, adatte ai riti sessuali e alla deposizione delle uova. Ecco che seguendo la strada della sua continua migrazione la Ricciola compare all’improvviso in prossimità delle coste, soprattutto al largo delle punte rocciose che si incuneano nel mare e sulle secche. Il suo incontro è comunque più facile al Sud che al Nord, nelle isole (Sardegna e Sicilia comprese) piuttosto che in continente. Ovunque ci sono zone particolarmente note per il passaggio dell’instancabile corridore del mare. Un anno dopo l’altro, ad ogni primavera, le Ricciole arrivano in massa all’appuntamento e in certi luoghi i branchi, composti in alcuni casi da decine e decine di individui, passano a pelo d’acqua a pochi metri dalle rocce, tanto da essere avvistabili dall’alto del precipizio". 

Nelle giornate assolate e di calma piatta, a volte le Ricciole si avvicinano alle spiagge sabbiose, dove la profondità è minima e il blu degli abissi abbastanza lontano. Succede soltanto dove la civiltà non è ancora arrivata in maniera prepotente e dove il silenzio non ha perso la sua sovranità - concludono dall'Enpa - Allora la Ricciola pare prediligere le foci dei fiumi o dei torrenti che si riversano in mare e i frangiflutti dei rari porticcioli ancora un poco tranquilli e non troppo inquinati". 

 

c.s.

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