/ Attualità

Che tempo fa

24 Ore

Cerca nel web

Attualità | martedì 14 agosto 2018, 19:33

La tragica vigilia di Ferragosto in cui è crollato il "Ponte di Brooklyn" dei genovesi

Due giornate di lutto cittadino. La Procura di Genova è pronta a aprire un fascicolo per omicidio plurimo e disastro colposi

La tragica vigilia di Ferragosto in cui è crollato il "Ponte di Brooklyn" dei genovesi

Un'immagine apocalittica per Genova. Una sciagura che ha scosso la città e la Liguria, con il lutto che si è diffuso oltre i confini italiani. Per lungo tempo i cittadini liguri ricorderanno questa vigilia tragica di Ferragosto, quando la preparazione alla giornata estiva per eccellenza avrebbe dovuto essere motivo di festa. Si è trasformata invece, dalle 11,50 di mattina, in un martedì nero: morti, dispersi, sfollati. Il crollo improvviso del viadotto sul torrente Polcevera si è verificato in pochi istanti in un'atmosfera irreale, dove foschia e polvere delle macerie conferivano un'aria ancor più significa al luogo della disgrazia. 

Il Comune di Genova in segno di cordoglio, solidarietà e vicinanza dell'intera comunità genovese ai parenti delle vittime del crollo di Ponte Morandi, ha proclamato per domani mercoledì 15 e giovedì 16 agosto due giornate di lutto cittadino. La bandiera del Comune, così come quelle della Repubblica Italiana e dell'Unione Europea saranno esposte a mezz'asta, o abbrunate in segno di lutto a Palazzo Tursi, sede del Comune, sugli edifici comunali, su quelli degli enti pubblici e sugli edifici scolastici della città.

Secondo Autostrade, "nulla è emerso che facesse presagire un pericolo". Autostrade per l'Italia "è alacremente impegnata in queste ore a valutare le soluzioni migliori per ricostruire il viadotto nel minor tempo possibile in modo efficiente e sicuro", afferma in una nota in cui spiega che è al lavoro a questo scopo la Direzione di Tronco di Genova, supportata dalle strutture tecniche centrali di Autostrade per l'Italia, "dopo l'incontro nel pomeriggio con i vertici della Regione Liguria e del Comune di Genova" e "raccolte le istanze delle istituzioni e delle comunità locali".

Il viadotto fu interessato da imponenti lavori di manutenzione straordinaria, tra cui la sostituzione dei cavi di sospensione a cavallo della fine anni '80 primi anni '90, con nuovi cavi affiancati agli stralli originari. Il viadotto prende il nome dal suo progettista, Riccardo Morandi, ingegnere romano legato al razionalismo costruttivo di fine '800, che brevettò un sistema di precompressione denominato "Morandi M5" che applicò a diverse sue opere. L'opera, costruita tra il 1963 e il 1967, anno della sua inaugurazione, è noto anche come "Ponte di Brooklyn" per una forma che richiama molto molto vagamente il celebre ponte americano. Lungo 1.182 metri, campata maggiore di 210 metri, il ponte venne costruito con una struttura mista: cemento armato precompresso per l'impalcato e cemento armato ordinario per le torri e le pile. 

"Gli italiani hanno diritto a infrastrutture moderne ed efficienti che accompagnino con sicurezza la vita di tutti i giorni. I controlli, la cultura della prevenzione e l'intelligente ammodernamento del sistema delle comunicazioni, devono essere sempre al centro dell'azione delle istituzioni pubbliche e dei concessionari privati, a tutti i livelli", scrive in una dichiarazione il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "Un caloroso ringraziamento - aggiunge il Capo dello Stato - rivolgo a coloro che - si sono immediatamente prodigati e tuttora continuano a lavorare in condizioni di difficoltà, per salvare vite e per recuperare i corpi di chi è stato travolto. Questo è il momento dell'impegno comune, per affrontare l'emergenza, per assistere i feriti, per sostenere chi è colpito dal dolore, cui deve seguire un esame serio e severo sulle cause di quanto è accaduto. Nessuna autorità potrà sottrarsi a un esercizio di piena responsabilità: lo esigono le famiglie delle tante vittime, lo esigono le comunità colpite da un evento che lascerà il segno, lo esige la coscienza della nostra società nazionale".

"Non credo proprio che la compagnia assicuratrice che copre dai rischi la società Autostrade faccia delle resistenze nella liquidazione del risarcimento dei danni per le vittime del crollo del ponte di Genova, per i veicoli coinvolti e per i beni andati persi o distrutti a seguito del collasso del viadotto sul Polcevera. Penso che per ogni vittima, saranno liquidati almeno 700-800 mila euro. Senz'altro non verranno avviate indagini su quel che rimane dei mezzi coinvolti: è chiaro che la causa è il cedimento strutturale. Per quanto riguarda i costi della ricostruzione, escludo che sia l'assicurazione a farsene carico, qualunque essa sia e sarà senz'altro una grande società". Lo ha affermato, intervistato dall'Ansa, Virginio Rivano, presidente di Asais-Evu Italia, associazione di ricerca e analisi sugli incidenti stradali,     

Intanto, la Procura di Genova "è pronta a aprire un fascicolo per omicidio plurimo e disastro colposi" a carico di ignoti perché "ancora non conosciamo il perimetro della tragedia". Lo ha riferico il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi.

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI SU www.lavocedigenova.it

Redazione

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore