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Al direttore | giovedì 12 aprile 2018, 07:45

La Costa e Savona "Questo matrimonio s’ha da continuare"

Lettera al direttore di Bruno Spagnoletti

 

E’ noto che sono dieci le destinazioni Top per le Crociere: Mediterraneo, Nord Europa, Transatlantico, America del Nord, Caraibi, Oceano Pacifico, Sud America, Oceano Indiano, Dubai e Emirati, Asia.

Lo ricordo solo per contestualizzare le aree e le rotte competitive sulle quali s’inserisce anche la nostra Savona.

Savona Vado è uno dei primi porti crocieristici del Mediterraneo e un “ponte” per la Corsica. Il Terminal Crociere di Savona, che nel 2014 ha ospitato un milione di passeggeri, è stato progettato per ottimizzare le fasi d’imbarco e sbarco: per questo è un ideale capolinea per gli itinerari mediterranei delle navi di Costa Crociere, che gestisce direttamente il terminal.

Il terminal crociere ha tre accosti dedicati e un accosto pubblico può essere utilizzato per consentire l’ormeggio simultaneo di quattro navi. Sulle aree retrostanti la banchina inaugurata a fine 2008, Costa Crociere ha realizzato una seconda stazione marittima (Terminal Est) per assicurare un alto livello qualitativo del servizio di accoglienza.

Nel porto di Vado Ligure si trova il terminal traghetti gestito dalla società Forship, che offre lungo tutto l’arco dell’anno servizi di collegamento con la Corsica, con tre corse giornaliere nella stagione estiva, quando oltre 300.000 passeggeri si spostano per una vacanza sull’isola francese.

Bene, se si vuole mantenere, consolidare e implementare la mission crocieristica della Città dei Papi e puntare sui ritorni economici al Sistema delle imprese savonesi del flusso turistico generato dalla Costa, senza compromettere il sistema ambientale e peggiorare le condizioni e la qualità della vita dei residenti e il loro diritto alla mobilità e al godimento delle bellezze della Città, non si può stare fermi in eterno puntando tutto sullo stellone congiunturale.

Il binomio Porto Commerciale e Città va ripensato e innovato nelle sue relazioni, nelle sinergie possibili e nelle opportunità da sperimentare; e vanno risolti i nodi strutturali che ne condizionano la crescita compatibile e che ancora rappresentano barbogi colli di bottiglia e vincoli non più tollerabili nel 2018.

Il paradigma Porto – Città deve diventare l’asse centrale e la priorità della politica urbanistica del Comune con l’obiettivo esplicito di avviare a soluzione i nodi delle carenze infrastrutturali, materiali e immateriali, che da un lato ne condizionano le politiche virtuose dello sviluppo; e, dall’altro determinano ricadute negative sui Cittadini.

Uno di questi nodi irrisolti (e neppure approcciati) è il Porto Elettrico! Di qui l’importanza e l’attualità dell’incontro pubblico – recentemente avvenuto – presso la sala della Ubik “Costa sei la benvenuta….ma spegni i motori”; un incontro a cura di Italia Nostra e della Pagina Social Savona Porto Elettrico sul grave inquinamento delle navi da crociere e sulla possibilità di utilizzare l’alimentazione elettrica dalla banchina; un appuntamento che ha visto la partecipazione – come relatori -  del Dr. Angelo Ezio Zoia, Portavoce del Comitato e dell’Ing. Roberto Cuneo Presidente Regionale di Italia Nostra.

La partecipazione del pubblico intervenuto è stata apprezzabile (anche se si marcava l’assenza dei giovani), come la presenza dei Gruppi Consiliari (M5S, Noi per Savona, PD, Lega), mentre si evidenziavano l’assenza dei responsabili cittadini dei Partiti (con l’eccezione del M5S) e il più completo disinteresse della Giunta in carica (scomparsi da ricercare su Chi l’ha visto).

La questione dell’elettrificazione delle banchine è una vicenda politica, tecnologica, culturale e finanziaria non semplice e scontata; e rischia contraccolpi ed effetti di rinculo se non viene posta in forme adeguate e inattaccabili.

I dati sono noti e allarmanti! Com’è stato giustamente denunciato “una nave da crociera in porto, tiene i motori accesi (per i servizi a bordo) impegnando una potenza di 20 Megawatt, come 1.000 Camion fermi con il motore acceso”; “Il combustibile è pessimo ma anche migliorandolo (gas) è sempre una combustione di grandi dimensioni in centro città…..in altri paesi (Baltico, California) impongono l’alimentazione elettrica delle navi: la tecnologia è disponibile ed affidabile: cosa aspettiamo ad usarla?”

Alla nuova piattaforma Maersk di Vado Ligure, ad esempio tale alimentazione è già stata imposta dalla Regione, si è detto “su richiesta di Italia Nostra”.

Non faccio parte né dei tuttologi, né dei benaltristi sempre tesi ad affermare che "ci vuole ben altro", per indicare l'origine o la soluzione di un e sconto le difficoltà della operazione “elettrificazione” in una Città come Savona, ma l’ottimismo della volontà – nel caso – prevale e mi interessa ricordare gli impegni assunti dal neo deputato leghista Edoardo Rixi, Segretario della Lega e ancora Assessore allo Sviluppo Economico della Liguria durante la campagna elettorale per le amministrative 2016 “ “L’elettrificazione delle banchine è un’azione che si deve mettere in campo. La parola potere va eliminata: bisogna farle entro cinque anni….. Il nodo dell’elettrificazione banchine è fondamentale per vari ordini di motivi: uno economico perché se tu non adegui le strutture rischi che il tuo porto non sia più competitivo, visto che il nord è già adeguato in questo senso, e poi c’è l’impatto ambientale che non è trascurabile”.

Sono completamente d’accordo con il mio amico Edoardo: peccato che niente si è mosso e siamo fermi al palo!

So bene che in Darsena è assente un’infrastruttura adeguata nella potenza e nel voltaggio (senza la quale sono messe dette le richieste), sconto la criticità di portare cavi ad alta tensione (cavi sottomarini o da Vado o cavi interrati dalla stazione di Corso Ricci e non disdegno interventi in progress di ambientalizzazione del Porto; ma so anche che le tecnologie non bisogna inventarle, perché già applicate in molte parti nel mondo, in avanzata realizzazione in alcuni scali europei, dove, peraltro, sono previste come obbligatorie dalla UE in tutti i porti europei entro il 2025.

E, so altrettanto bene che mentre Savona è dormiente….Genova si prepara a elettrificare e a compiere una rivoluzione green finalizzata ad alimentare le navi ormeggiate riducendo l’impatto ambientale. 

I lavori sono stati assegnati alla Nidec ASI, azienda nata nel 2013 con l’acquisizione di Ansaldo Sistemi Industriali da parte del gruppo Nidec: un contratto del valore di 8 milioni di euro siglato con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, che consentirà alle navi di attingere l’energia direttamente dalle banchine, senza accendere i motori di bordo.

Che dire? Una battaglia cosi complicata non può essere vinta dal remake della semplicissima via savonese giudiziaria bis che butterebbe l’acqua con il bambino, non può essere condotta a spot dalla pur meritevole Pagina Social con 2068 like, fondata nel novembre del 2014 e coordinata – tra gli altri – da belle teste e risorse come il Dott. Zoia o l’Ing. Antonella Fabri o Giovanna Servettaz o esaurirsi nei quattro eventi realizzati, ma deve trasformarsi in una vera e propria vertenza della Città di Savona, impegnare i cittadini, il comitato, le forze politiche democratiche, le Istituzioni (Comune, Provincia, Regione), gli Eletti dal Consiglio Comunale sino al Parlamento Europeo e camminare sulle gambe di un movimento diffuso ancora da costruire.

Non sarà semplice, anche perché (è inutile nasconderlo) da un lato la criticità dell’ambientalizzazione del Porto non è sentita come priorità da tutta la Città; è dall’altro sono diffuse, in forme pericolose, nocive, deleterie e subdole, prevenzioni contro i soggetti più interessati che risiedono nei complessi della Darsena e nei Palazzi “bene”, spesso visti (sbagliando) come i residenti privilegiati, middle & high class o i radical chic della Torretta.

Chiudo con una riflessione amara, che richiama le responsabilità di una intera classe dirigente savonese, vadese e ligure che ha permesso a Tirreno Power di devastare ambiente e salute senza neppure ottenere contropartite strutturali energetiche di servizio al territorio su cui innestare filiere di nuovo sviluppo.

Se è possibile compatibilizzare in Alaska, in Usa, in Europa e...a Livorno, Genova non credo che esistano impossibilità scientifiche, tecnologiche o di Know how disponibile per farlo a Savona...ma criticità di autorevolezza, di risorse, strategie e volontà politiche! Evidenzio ancora che non risolvendo i problemi in progress cresceranno in Città posizioni già presenti (Paolo Forzano) del tipo "Costa se ne torni a Genova" o peggio "Via Costa da Savona"...D’altra parte un Comune e una Città che nominano nella “governance” del Sistema Portuale Rino Canavese meriterebbe di essere lasciata nel suo oblio.

Bruno Spagnoletti

 

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