/ Cronaca

Spazio Annunci della tua città

Vendo divano in pelle 3 posti, marca Divani&Divani, colore verde acquamarina chiaro. Ottime condizioni, no macchie,...

part-time pomeridiano disponibile ponti primaverili e stagione estiva 2018 pescheria friggitoria in Celle Ligure...

Per il comune di Pietra Ligure (SV) . Ottima zona per presenza Ospedale Santa Corona e turismo, bassi costi di...

Annualmente 800 mt slm così composta: piano terra tavernetta con caminetto, camera letto matrimoniale ,bagno...

Che tempo fa

24 Ore

Cerca nel web

Cronaca | giovedì 12 aprile 2018, 14:40

I carabinieri catturano l'aggressore a mano armata del tassista finalese

Nella galleria fotografica i momenti salienti dell'operazione che ha portato all'identificazione e all'arresto del criminale: è un 37enne finalese, "incastrato" grazie anche all'esame del DNA

È stato assicurato alla giustizia l’autore della rapina a mano armata verificatasi il 3 febbraio scorso ai danni del tassista di Finale Ligure che, in servizio notturno, aveva caricato il suo cliente-aguzzino alla stazione ferroviaria di Finalmarina.

Il malvivente aveva ferito con la lama di un coltello da cucina l’autista rapinandolo del proprio telefono cellulare. L’audace reazione del tassista, che aveva morso la mano armata del rapinatore, è stata decisiva per metterlo in fuga, ma solo dopo esser riuscito a strappargli lo smartphone. 

L’analisi investigativa condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia ingauna, che parallelamente stava già indagando su altre rapine a mano armata verificatesi in quel periodo (tutte attribuite a Paolo Salerno, anch’esso poi assicurato velocemente alla giustizia), aveva consentito di raccogliere una serie di interessanti elementi indiziari che hanno portato successivamente a perquisire l’appartamento dell’indagato F.A. 37enne di Finale Ligure ove venivano recuperati dagli investigatori del N.O.R. : gli abiti, le calzature ed i guanti compatibili con quelli utilizzati durante la rapina.

I Carabinieri mettendo alle strette l’uomo, sono poi riusciti perfino a farsi indicare il luogo ove lo stesso si era disfatto dello smartphone, lanciato da un tornante di Verezzi in una zona boschiva poco dopo averlo sottratto e utilizzato per compiere delle telefonate (altro errore risultato per lui fatale).

Infine l’esito positivo del D.N.A. accertato dai colleghi specialisti del RIS di Parma, su una traccia di sangue lasciata dal rapinatore su divanetto posteriore del taxi ha poi definitivamente chiarito la responsabilità del pregiudicato. Sembrerebbe sia la dipendenza dalla droga il movente che ha fatto scatenare le violente intenzioni del malvivente.

Di fronte agli elementi di prova schiaccianti raccolti dai Carabinieri ingauni contestati in sede di interrogatorio delegato dal Pubblico Ministero Cristiana Buttiglione, presso il comando della Compagnia di Albenga, il rapinatore non ha potuto far altro che confessare le proprie responsabilità.

Redazione

Animus Loci:
tracce d'Europa nel cuore d'Italia

In diretta sul nostro quotidiano venerdì 25 maggio dalle ore 17. SCOPRI DI PIU'

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore