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Savona | sabato 05 maggio 2018, 09:25

Le maestre savonesi diplomate magistrali ritornano a casa: "Sciopero della fame ad oltranza se non ci sarà un accordo" (VIDEO)

Lunedì potrebbe aprirsi uno spiraglio per una commissione speciale. Maestra Lidia Tessitore: "Il Ministro Fedeli faccia qualcosa, basta parole vogliamo i fatti"

Sono tornate da Roma nella serata di giovedì le tre maestre savonesi diplomate magistrali, Lidia Tessitore, Nylde Brocca e Monica Gavarone. Giunte oramai al settimo giorno di uno sciopero della fame davanti al Miur che le ha viste protestare contro la sentenza plenaria della Corte di Stato del 20 dicembre scorso che porterà all’uscita dalle graduatorie e di conseguenza al licenziamento, di circa 6mila maestre e maestri già assunti nei ruoli e di 45mila supplenti a cui il prossimo 30 giugno scadrà il contratto.

Dal 28 aprile hanno scioperato nella Capitale e da ieri vista l'impossibilità nel richiedere l'aspettativa grazie a una condizione di precariato che si prolunga da anni sono tornate al lavoro: "E' stata un'esperienza molto significativa perchè ricca di varie emozioni, sensazioni, dal pianto al riso - spiega Lidia Tessitore, savonese, 44 anni, 3 figli, maestra nell'istituto comprensivo Don Gallo Savona 1 - quando incontravamo i politici che venivano a trovarci e a dirci la loro ci riempivano di entusiasmo e fiducia quando scendevano dall'incontro al Miur invece le risposte non erano mai positive. Ieri (giovedì 4) stavano ancora decidendo le nostri sorti e lunedì ci sarà il 'verdetto' ovvero se ci sarà la possibilità di aprire una commissione speciale e quindi se continuare nel nostro sciopero della fame ad oltranza oppure interromperlo perchè si va ad un accordo".

"Con l'articolo 131 della Buona Scuola si dice che dopo 36 mesi di precariato, fine della corsa, rimaniamo a casa direttamente e quindi il licenziamento questa è la soluzione che loro danno" spiega la maestra Tessitore.

La richiesta delle maestre/i diplomati magistrali è chiara: "Chiediamo l'apertura a Gae (Graduatoria ad esaurimento) per tutti, indipendentemente dal diploma o dalla laurea, si andrà con titoli di servizi e punteggio, di conseguenza se uno ha insegnato per tot anni avrà un punteggio, chi non ha mai insegnato invece non potrà ambire a nulla se non negli anni a venire".

L'appello finale è diretto al Ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli: "L'ultima parola spetta a lei, si deve mettere una mano sulla coscienza, firmi quel decreto così noi potremo interrompere lo sciopero della fame. Ad aprile l'anno scorso ho parlato direttamente con lei e mi aveva assicurato che avrebbe fatto per risanare questa situazione, per cui ora basta con le parole vogliamo i fatti" conclude Lidia Tessitore.

Luciano Parodi

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