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Attualità | venerdì 17 agosto 2018, 12:30

Esplode il 'caso' del ragno violino, protagonista di alcuni avvenimenti di cronaca avvenuti negli ultimi mesi

Il suo morso è velenoso e in alcuni casi può causare la necrosi dei tessuti

Esplode il 'caso' del ragno violino, protagonista di alcuni avvenimenti di cronaca avvenuti negli ultimi mesi

Ma c’è davvero da avere paura? L’argomento è stato trattato alcuni giorni fa sul quotidiano online SanremoNews (LEGGI ARTICOLO) ed abbiamo dato tutte le risposte scientifiche e mediche del caso, ma oggi vogliamo trattare l’argomento dal punto di vista di chi è stato morso da questo ragno.

Occorre fare una necessaria premessa: questo ragno vive in alcune zone del mediterraneo: Francia, Portogallo, Spagna, Italia, Grecia, Creta, Turchia, tutti i paesi del Nordafrica dal Marocco all’Egitto, Israele, Palestina, Giordania e Libano.

In Italia si trova prevalentemente in Sicilia, Sardegna e nelle isole minori dove è molto comune, ma ultimamente una insegnante di yoga è stata morsa in Toscana dove si sono verificati diversi episodi.

L’episodio che oggi raccontiamo si è verificato già qualche anno fa ad una ragazza residente in provincia di Savona che si trovava in Sicilia.

“Quella sera ero uscita ed avevo infilato un paio di stivali. Ho sentito come una puntura, ma onestamente non ci ho fatto caso e ho continuato la mia serata. Tornata a casa sono andata a dormire sentivo qualcosa che non andava e mi faceva male il polpaccio. Era tardi e ho pensato che non fosse nulla di grave così sono andata a dormire” racconta.

“Il giorno dopo mi sono svegliata ed avevo una specie di vescica enorme piena di liquido. Sono andata alla guardia medica dove mi hanno dato dell’antistaminico e del cortisone. Nei giorni dopo, tuttavia, la situazione peggiorava, la ferita è diventata di colore scuro e mi è venuta la febbre. Nel frattempo mi ero recata in ospedale un paio di volte mi avevano dato delle cure, ma forse non avevano capito bene di cosa si era trattato. Un medico privatamente poi ha capito di cosa si trattava e mi ha curata rimuovendo il tessuto che ormai era andato in necrosi. È stato tutto molto doloroso e oggi porto ancora i segni di quanto mi è successo in Sicilia. Spero tanto che questo animale non si diffonda anche da noi”.

Mara Cacace

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