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| venerdì 19 maggio 2017, 15:33

Da una startup under 35 il "bosco sacro" di Urbe: le ceneri del defunto sotto un albero della memoria

A Urbe il bosco diventa spazio commemorativo per l'interramento delle ceneri della cremazione. Dietro al progetto, 4 giovani intraprendenti che stanno lanciando un'alternativa, unica in Italia, al tradizionale sistema cimiteriale.

Abituati all'idea della startup che, partendo dagli smanettoni informatici stipati in un garage, finisce per essere quotata in borsa, ci si dimentica che tante imprese con business innovativo fioriscono anche in settori poco legati all'information technology. E' il caso di Boschi Vivi, una cooperativa animata da quattro under 35 che si trovano ad incubare e pianificare progetti al Talent Garden degli Erzelli a Genova. Al loro spirito d'iniziativa si deve quella che presto sorgerà nella vegetazione di Urbe, in località Martina: un'area cimiteriale per la dispersione delle ceneri dopo la cremazione.

Quando i ritmi della natura saranno consoni, cominceranno i lavori di preparazione del terreno e dell'ambiente. Poi, nella valle del torrente Orba, sorgerà un vero e proprio bosco sacro. Dove ai piedi degli alberi si potranno interrare urne cinerarie biodegradabili. Con l'obiettivo di inanellare simultaneamente due risultati: offrire a chi lo richiede un servizio alternativo di dispersione delle ceneri e proteggere, riqualificandola, un'area verde di 11 ettari. L'interesse è diffuso, se si considera che nel Nord Ovest corrisponde ad un'utenza potenziale di circa 60 mila persone all'anno.

Quella di Boschi Vivi è un'avventura "accelerata" tipica delle startup; ma non si tratta di app o funzioni digitali. Questa volta il modello d'impresa è un servizio di commemorazione ecologico. I quattro giovani dietro al progetto (tre laureati in materia di pianificazione, architettura e design del territorio e del paesaggio e uno in giurisprudenza con master in trasferimento tecnologico) hanno vinto alcuni bandi, sfruttato la sinergia con Legacoop, recuperato fondi e avviato l'interlocuzione con gli amministratori di diversi Comuni montani. Dopo Urbe, l'altro perimetro di riferimento potrebbe essere quello di Sassello, dove si è già registrata sensibilità per l'iniziativa.

Qualcosa che un giorno potrebbe diventare un case study, visto che l'andamento delle cremazioni in Italia continua a registrare incrementi e il patrimonio forestale in Liguria è tanto esteso quanto incantevole. Già sin d'ora il "bosco a scopo commemorativo" è una soluzione unica in Italia, alternativa al tradizionale sistema delle sepolture. Con un beneficio green. Chi aderisce, prenota una visita con una guida che spiega le possibilità nei dettagli e aiuta l'interessato nella scelta di quello che diverrà il suo albero, il suo memoriale. Ne scaturisce un'economia circolare: le quote degli aderenti andranno a coprire i costi, ma saranno anche investite per la salvaguardia di altre aree forestali.

Chiacchierando con Anselma Lovens, co-founder della cooperativa, ho trovato una professionista animata dalla motivazione e dall'operosità, doti che condivide con i soci Giacomo Marchiori, Camilla Novelli e Riccardo Prosperi. Stanno lavorando ad un nuovo paradigma di sostenibilità ambientale, legato alla memoria, alla resilienza e al lutto (quel lutto così esorcizzato dalla civiltà tecnologica). Questa novità sta sbocciando proprio in provincia di Savona. 

Felix Lammardo

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