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| mercoledì 13 settembre 2017, 20:00

Tatuaggi: e se facessero male alla pelle?

Uno studio condotto da un team di scienziati francese e tedesco svela risvolti sconosciuti e preoccupanti

Probabilmente, sulle spiagge della Liguria non si erano mai visti tanti corpi tatuati come quest'anno. Il tatuaggio esiste da secoli, eppure sta vivendo da qualche tempo un momento di boom, forse stimolato anche da tanti programmi televisivi dedicati ai grandi centri del tatuaggio di Miami, Los Angeles e altri luoghi in cui la cultura del "corpo dipinto" ha avuto il suo trionfo prima ancora che in Italia.

Quest'estate abbiamo visto di tutto: dalla semplice farfallina sulla caviglia, al bracciale "tribale" che cinge il polso o il bicipite, fino ad arrivare a intere braccia, schiene, pettorali, polpacci completamente tatuati. Alcuni sono delle opere d'arte degne di essere esposte in un museo, altri sono degli sgorbi imbarazzanti per chi li porta e chi li guarda.

Ma se l'inchiostro dei tatuaggi facesse male al corpo umano? Questo lo studio che stanno conducendo in maniera congiunta gli scenziati dell'ESRF (European Syncrhotron Radiation Facility) di Grenoble, in Francia, e un team di universitari tedeschi.

Secondo quanto emerso dalle prime analisi, i pigmenti degli inchiostri usati per dipingere il corpo umano non resterebbero fissati alla pelle, ma sarebbero in grado di staccarsi, penetrare a fondo nel tessuto sottocutaneo e attraverso esso spostarsi fino ad attaccare i linfonodi. Questo potrebbe essere decisamente non salutare, visto che negli inchiostri vengono usate sostanze chimiche come cromo, manganese, cobalto e biossido di titanio.

E, secondo i biologi dell'ESRF, non è ancora chiaro quale e quanta influenza possano avere le nanoparticelle di tutte queste sostanze chimiche sui linfonodi stessi. Il sasso è stato lanciato, adesso l'equilibrio tra tatuaggi e salute sarà tutto da valutare.

Redazione

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