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| giovedì 07 dicembre 2017, 11:40

Imposta di soggiorno: Loano assume sempre più un ruolo di capofila

Il sindaco Pignocca: "Vedo un grande progetto condiviso tra Comuni. E non credo proprio che sarà un euro in più o in meno a determinare le scelte del turista"

Martedì scorso il Comune di Spotorno ha approvato l’imposta di soggiorno (leggi articolo QUI) e, nella sua relazione introduttiva, il sindaco Mattia Fiorini ha spiegato come un grande ruolo di coordinamento all’interno dell’operazione (che coinvolge Alassio, Albenga, Borghetto S. Spirito, Pietra Ligure, Finale Ligure, Noli, la stessa Spotorno e Varazze) sia stato svolto dal Comune di Loano.

Quindi doveva arrivare prima o poi questo momento anche per l’amministrazione loanese; e ciò è avvenuto nel consiglio comunale di ieri sera. Ad introdurre il dibattito l’assessore al bilancio Enrica Rocca, che ha spiegato nel dettaglio la normativa così come è stata tracciata a livello regionale e ha sottolineato ancora una volta come queste regole siano frutto di un lungo lavoro di concertazioni tra Comuni e associazioni.

Dopo la parte tecnica affidata all’assessore Rocca, è il sindaco Luigi Pignocca a presentare un excursus storico, raccontando che in realtà l’imposta di soggiorno è qualcosa che in Italia è sempre esistito, per la precisione dal 1910 al 1989. “Vorrei sottolineare – spiega il sindaco – che hanno aderito oltre 170 comuni liguri su 235 totali, per cui c’è una fortissima adesione. Abbiamo il patrocinio dell’ANCI mentre, a onor del vero, va detto che le varie associazioni di categoria non si sono mai dette favorevoli, ma siamo di fronte a un lavoro in divenire che potrà ancora essere oggetto di aggiustamenti. Un caso diverso da tutti gli altri è quello di Savona, che ha aderito prima di questa normativa ma che potrà usare gli introiti per risanare la propria situazione di dissesto economico”. Conclude Pignocca: “Io penso che per la Liguria possa essere una bella occasione di ulteriore rilancio. E sottolineo la parola ulteriore, perché i numeri sono dalla nostra parte, le tendenze turistiche lo dimostrano, ma grazie all’introduzione di questa imposta avremo una spinta in più”.

Il sindaco ricorda che l’imposta sarà introdotta dal 2018 in un modo che ha definito “soft”, limitatamente al periodo dal 1° aprile al 31 ottobre, per prendere una forma più definitiva l’anno successivo. Ci saranno vari scaglioni (in base al numero di “stelle” degli alberghi, ma anche per altre strutture, come i campeggi), che comunque non potranno superare 1,5 euro al giorno, con particolari convenzioni per le gite di gruppo, i giovanissimi e gli anziani, e verrà applicata per una permanenza massima di cinque giorni. Pignocca spiega anche perché: “Le statistiche liguri dimostrano che il soggiorno medio è di 4,46 giorni. In questo modo dovrebbe essere tutto coperto”. Il 100% del gettito sarà reinvestito esclusivamente nel turismo e, di questo, il 60% sarà frutto di un utilizzo concordato con le categorie.

Astensione da parte della lista PD/Da sempre per Loano. Commenta il capogruppo Gianni Siccardi: “Se dovessimo basarci sull’esperienza maturata con la TARI, oggi l’imposta di soggiorno dovrebbe essere vista come una grande incognita, ma al tempo stesso capisco che sia l’ultima spiaggia per poter fare qualche investimento a favore del turismo, prima fonte economica cittadina. Ho seguito l’iter passo dopo passo e, francamente, mi pare che manchi un progetto di massima per il paese. Manifestiamo inquietudine sulla destinazione dei proventi ma, soprattutto, sulle capacità imprenditoriali del Comune nella gestione degli stessi”.

Secco voto contrario, invece, dalla lista LoaNoi. Spiega il capogruppo Paolo Gervasi: “Abbiamo partecipato a più riprese alla stesura del regolamento e abbiamo valutato attente modifiche grazie agli interventi precisi e puntuali del personale comunale. Da un punto di vista tecnico mi preoccupano tutti gli adempimenti che graveranno ora sulle strutture ricettive. Inoltre temiamo che, sotto alcuni aspetti, si possa avere un incremento dell’evasione. Nel merito della questione, invece, riteniamo che per chiedere bisogna prima dare. Quest’estate abbiamo sentito tante, troppe lamentele su pulizia e decoro urbano. Secondo noi prima si deve catturare il turista grazie a un buon prodotto, e solo dopo si può chiedere un contributo. Ricordiamoci, infine, un aspetto di coerenza: questa amministrazione aveva fatto dei proclami in campagna elettorale del tipo: ‘Non metteremo le mani nelle tasche dei cittadini’ e ‘Siamo un Comune NO Tasi’… Intanto abbiamo l’IMU sulle seconde case tra le più alte d’Italia. Un bel ritorno d’immagine, in un’epoca di turismo mordi & fuggi, sarebbe stato l’annuncio pubblico di non applicare l’imposta. Invece aspettiamo una nuova tassa per ultimare ciò che doveva essere già sistemato a prescindere e siamo costretti a chiedere al turista di finanziare ciò che non siamo stati in grado di fare”.

Rincara la dose il consigliere di LoaNoi Patrizia Mel: “Analizzando la situazione mi sono chiesta: perché dovrei scegliere proprio Loano rispetto a un qualsiasi comune che non applica l’imposta di soggiorno? E faccio fatica a darmi risposta. Inoltre, in un’epoca di soggiorni sempre più brevi, con i turisti che arrivano al mattino e comprano un pezzo di focaccia da mangiare in spiaggia per non investire nemmeno nella spesa di un ristorante, una ulteriore tassa potrebbe portarci al turismo giornaliero, cioè gente che parte da casa all’alba e rientra in serata per non soggiornare”.

Replica il sindaco Pignocca: “Non credo che l’appetibilità di un posto sia determinata da quel singolo euro in più o in meno sul costo generale della giornata di vacanza. I nostri competitor oggi non sono Alassio, Finale o Varazze, ricordatevi, ad esempio, che Rimini o Bibione, che hanno introdotto l’imposta prima di noi, introitano oltre 2 milioni di euro annui con questa soluzione e annunciano pubblicamente che cosa fanno con questi soldi: eventi, infrastrutture, promozione. Impariamo tutti insieme a pensare più ampio, a lavorare tutti per offrire sempre di più e di meglio. Infine, ci tengo a ricordare che tra sindaci, pur di schieramenti e colori diversi, ci parliamo, ci confrontiamo. Pertanto sono felice di vedere che qui c’è un grande progetto condiviso, al quale lavoreremo tutti insieme”.

Alberto Sgarlato

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