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| venerdì 12 gennaio 2018, 17:13

Savona, manifesto antigay in uno studio medico, si dissocia l’Amministrazione comunale. Romagnoli: “L’omofobia è da condannare!”

Consigliere Giusto: “Un gesto imprevidente, ci sará quasi certamente un’inquisizione da parte dell’Ordine”

“L’omosessualità non è una malattia, è una scelta e la società deve comprendere tutto ció. Se pensiamo anche a quello che le donne subiscono, alle violenze di genere, anche quello puó essere collegato. L’omofobia va condannata e questa posizione mi lascia perplessa”.

Con queste parole l’assessore ai servizi sociali e alla sanitá del comune di Savona Ileana Romagnoli ha voluto esprimere il suo dissenso in merito al manifesto anti gay appeso sulla parete accanto alla porta d’ingresso dello studio del medico di famiglia Fabio Vaccaro.

Dopo la recente reazione indignata da parte del presidente di Arcigay Mirko Principato (i quali hanno denunciato settimane fa il fatto con una segnalazione all’Ordine provinciale dei Medici) anche l’Amministrazione comunale si schiera contro questo caso: “La cosa strana è che se ne parli - continua l’assessore - bisognerebbe fare un discorso che supera questa discussione. Non esiste il concetto di anormalità, siamo tutti persone uguali”.

“Si è trattato di una cosa imprevidente - dice Renato Giusto, presidente del consiglio comunale savonese nonchè medico - conosco il dottore, è un personaggio buono e sincero ma particolare, non siamo d’accordo, vedremo cosa succederà, un inquisizione da parte dell’ordine quasi certamente ci sarà, mi sembra una cosa sui generis. Siamo in una civiltà in cui le idee del prossimo sono da accettare”. 

Nel frattempo l’Ordine dei medici, dopo essersi dissociato dalla posizione del medico di famiglia savonese, ha fatto sapere che valuterà al più presto il caso segnalato. 

Luciano Parodi

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