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Attualità | martedì 14 novembre 2017, 13:55

Vendita della farmacia comunale ad Albenga, perito rinviato a giudizio il comune procede con un nuovo bando

Ciangherotti: “Il compenso per svolgere la nuova perizia è più del doppio rispetto al precedente, mentre il tempo di consegna è stato dimezzato e sono stati modificati anche i criteri di aggiudicazione”

“Il compenso per svolgere la nuova perizia è più del doppio rispetto al precedente, mentre il tempo di consegna è stato dimezzato e sono stati modificati anche i criteri di aggiudicazione” questo il commento di Eraldo Ciangherotti in merito all'ultimo punto trattato nel consiglio comunale di ieri sera ad Albenga quando si è discussa la delibera per annullare la recente approvazione della vendita della Farmacia comunale “Degli Ingauni” di via Dalmazia. 

Per capire i motivi di questo dietrofront occorre fare un passo indietro al consiglio comunale dello scorso 19 luglio 2017 quando, in merito alla vendita della farmacia il consigliere Ciangherotti aveva denunciato il fatto che la proposta di vendita era fondata sulla perizia eseguita da un commercialista di Avellino, rinviato a giudizio nel 2016 per turbativa d'asta e abuso d'atti di ufficio, nonostante in sede di gara, ad Albenga, avesse certificato di non essere sottoposto a procedimenti penali (vedi articolo).

Precisa oggi il consigliere Ciangherotti: "Durante il consiglio, il sindaco Giorgio Cangiano, interpellato da me sui carichi pendenti del professionista, prima delle votazione della delibera dichiarò che: «Il professionista incaricato non era la stessa persona».Una tesi che fu sposata anche dalla consigliera Emanuela Guerra, che diede ampie garanzie in merito: «Al di là se sia stato rinviato o meno a giudizio, credo che comunque chi ha fatto la perizia avesse l'abilitazione per farlo».Infine, a mò di pappagallo, arrivó pure il parere del consigliere Munì, secondo cui: «A volte dire certe cose c'è anche il rischio di essere condannati per diffamazione»."

In realtà quel tecnico era veramente stato rinviato a giudizio e per questo la decisione dell'amministrazione di annullare quella delibera

Spiega ora Ciangherotti: "Il sindaco ha già dato mandato agli uffici per realizzare un nuovo bando per selezionare un altro perito. Peccato che emergano sin d'ora delle stranezze. Diverse, infatti, sono le difformità tra il primo e il secondo bando.In primis, la differenza di compenso previsto per effettuare la perizia: 3mila euro (comprensivo di iva) nel primo bando, che diventano 8mila euro (più iva) nel secondo.Modificato, o meglio dimezzato, anche il tempo di consegna della perizia, divenuto inversamente proporzionale al compenso: entro 60 giorni nel primo bando; entro 30 giorni nel secondo bando. Infine, colpiscono anche i nuovi criteri di aggiudicazione: se prima erano richieste almeno tre valutazioni di farmacie pubbliche o private, nell'attuale bando la valutazione terrà conto per il 75% del curriculum professionale e per il 25% dell'offerta economica, con punteggio sul numero delle farmacie valutate e sulla complessità degli incarichi svolti, sulla base del fatturato della farmacia periziata sopra a 1 milione di euro. Ma la nostra farmacia comunale fattura soltanto 700 mila euro all'anno. Peccato che non esista una specialità per i dottori commercialisti e revisori contabili con particolari abilitazioni sulla valutazione dei bilanci di una farmacia."

Mara Cacace

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