/ Savona

Spazio Annunci della tua città

Jordan nato 16/04/2018 magnifico sano cucciolo sverminato ciclo vaccinale completo libretto sanitario e certificazione...

generico settore agricoltura allevamento avicolo a tempo indeterminato azienda agricola del Monferrato (AL) ricerca...

Bellissimi cuccioli neri altissima genealogia americana. Disponibili subito un maschio e una femmina solo amanti razza....

Vendo divano in pelle 3 posti, marca Divani&Divani, colore verde acquamarina chiaro. Ottime condizioni, no macchie,...

Che tempo fa

24 Ore

Cerca nel web

Savona | sabato 12 maggio 2018, 08:00

Festival di Cannes 2018: un'occasione di sviluppo per tutto il territorio

Qual è il segreto di un territorio che vuole trasformare un immenso caos in un periodo di intenso, ma redditizio lavoro?

Da sempre icona ed appuntamento fisso per il jet set internazionale non solo legato al mondo della cinematografia, il Festival di Cannes rappresenta soprattutto un'occasione per far crescere le economie locali. 

Come ogni anno, atteso con trepidazione dagli addetti ai lavori, dagli uomini d'affari e dalle persone comuni che amano il clima primaverile della Costa Azzurra, è arrivato il Festival del Cinema di Cannes che, per due settimane, animerà 24 ore su 24 la cittadina francese di poco più di 70.000 abitanti. L'appuntamento - che ha spento le sue 70 candeline nel 2017 - per chi si occupa di economia, naturalmente incline a vedere opportunità di sviluppo territoriale e di crescita dei fatturati d'impresa, è molto più interessante di quanto si possa immaginare. Senza scomodare illustri professori azzardiamo una semplice analisi su come un evento così globale possa trasformarsi in una concreta opportunità di business, non solo per l'indotto diretto, ma soprattutto, grazie alla creazione di collaborazioni, gemellaggi e attività di marketing, per operatori locali, professionisti, pubblica amministrazione e territori confinanti.   

È vero, per due settimane tutto sembra girare solo intorno al Palais des Festivals et des Congrès della città, anche perché l'imponente macchina dei media garantisce una copertura perfetta del passaggio dei VIP sulla passerella Montée des Marches che li conduce alle proiezioni dei registi in gara da tutto il mondo. In realtà, in quel pezzetto di Francia provenzale del dipartimento delle Alpi Marittime accade molto di più. E non stiamo pensando alla moda, ai media, al gossip, altri protagonisti indiscussi della kermesse.   Parliamo, invece, della filiera fatta di piccoli imprenditori, attività ricettizie, hotel, ristoranti tipici, servizi di trasporto privato, uffici del turismo, fotografi e servizi alla persona. Per non parlare degli operatori specializzati nell'intermediazione turistica per il noleggio di barche, autovetture o semplicemente nella gestione della trasferta dall'arrivo alla partenza, senza far perdere un minuto al cliente, ottimizzando tutti gli appuntamenti di lavoro, perché, si sa, il tempo è denaro.   

Ma qual è il segreto di un territorio che vuole trasformare un immenso caos in un periodo di intenso, ma redditizio lavoro? Come poter conciliare le esigenze dei cittadini residenti con quelle dei tanti turisti arrivati per l'occasione?     

La formula magica è fatta di pianificazione, sinergia, integrazione e uno spirito di collaborazione che trova il giusto punto di cottura nel concetto di fare rete, fare sistema. Il segreto è creare una cabina di regia che sia in grado, da un lato di valorizzare il territorio per il giusto ritorno economico, e dall'altro diffondere come un virus il principio che solo collaborando, si può tenere alto il valore internazionale dell'evento. E allora, ecco che gli abitanti della città, spesso inconsapevolmente, si trasformano in veri e propri influencer del territorio, ciceroni delle bellezze locali ed esperti di comunicazione, per raccontare con il giusto stile come Cannes sia fantastica sempre, anche al di là del Festival.   

Il modello per far brillare la Promenade de la Croisette tutto l'anno è chiaro: collaborare sul territorio e - non neghiamocelo - investire in termini di programmazione e di budget, per redistribuire, non solo l'orgoglio di essere francesi, ma soprattutto la soddisfazione di aver fatturato e venduto la qualità e la bellezza di un luogo che ha saputo remare tutto dalla stessa parte. In questo modo, ogni viale che costeggia un litorale, oppure ogni piazza racchiusa in città disegnate dai grattacieli, ha l'opportunità di affermarsi come eccellenza e far crescere le proprie economie in base al grado di accoglienza e ai servizi che desidera offrire.   

In questa prospettiva l'Italia deve migliorare il suo punto di osservazione, deve fare la differenza ed aumentare il valore del proprio marchio e di tutte quelle piccole e medie imprese che sono la vera ricchezza nel nostro Paese. Come? Semplicemente capendo che condividere lo stesso cliente, per un hotel, un ristorante e per una spiaggia attrezzata a servire aperitivi di moda, significa offrire servizi differenti che generano fatturati complementari, esperienze che regalano a chi le prova le giuste emozioni la voglia di ripetere l'acquisto in futuro.    Insomma, prendiamo la buona abitudine di considerare il nostro Paese delle Meraviglie come una Repubblica democratica fondata sulle idee e sulla loro condivisione!

Enrico Molinari

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore