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Agricoltura | lunedì 23 luglio 2018, 15:24

Coldiretti Liguria promuove il "Chilometro Zero"

Scelta che fa bene alla salute e all'economia locale: prodotti freschi, sempre di stagione, genuini e tracciabili

Coldiretti Liguria promuove il "Chilometro Zero"

Olio, frutta e verdura, grano e molto altro: quasi un prodotto agroalimentare su cinque che arriva in Italia dall’estero non rispetta le normative in materia di tutela della salute e dell’ambiente o i diritti dei lavoratori. È sempre meglio per noi, l’ambiente e l’economia locale scegliere prodotti presenti sul nostro territorio, freschi di stagione, genuini e tracciabili.

Lo rende noto Coldiretti Liguria riportando positivamente le dichiarazioni del Governo, riguardo ai trattati con Marocco e Tunisia per le importazioni di arance e olio che sono da rivedere, come "si è cominciato a fare con il Ceta".

La tutela dei prodotti locali è il miglior modo per far si che il nostro settore primario venga valorizzato e rispecchi appieno la sua fama, essendo i prodotti Made in Italy i più invidiati e “copiati” nel mondo.  La Liguria che vanta 294 specialità tipiche è produttrice principalmente di olio extravergine d’oliva, di vino DOC e di produzioni orticole che vanno dal pomodoro cuore di bue alla patata quarantina, dal carciofo spinoso d’Albenga al basilico genovese DOP, e, spostandoci sul mare, non si può dimenticare il prodotto ittico che conta una notevole varietà di pesci.  

 

Prendendo in esame il caso dell’importazione d’olio, che dalla Tunisia è aumentata del 260%,  è di fondamentale importanza che l’Unione Europea respinga al mittente la richiesta del Governo di Tunisi di rinnovare la concessione temporanea di contingenti d'esportazione di olio d'oliva a dazio zero verso l'Ue per 35mila tonnellate all’anno scaduta il 31 dicembre 2017.

 

I prodotti importati spesso sono produzioni di bassa qualità – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il delegato Confederale Bruno Rivarossa -  che non rispettano la maggior parte dei nostri criteri non essendo soggette ai nostri stessi controlli. La quantità d’olio che viene importata  è purtroppo ancora enorme, non considerando che in l’Italia è il secondo produttore al mondo con oltre 1 milione di ettari di terreno coltivato ad ulivo. Ed è proprio l’olio extravergine d’oliva uno dei prodotti cardine della nostra regione, che conta circa 15.000 ettari e dove su circa 2578, grazie a 950 olivicoltori, si produce un olio che rientra a pieno titolo sotto il marchio della DOP, come Olio Extravergine d’Oliva DOP Riviera Ligure, che conta la produzione di circa 500.000 litri all’anno. E allora perché importarlo quando si ha a disposizione un’eccellenza locale di questo genere?

Per l’economia delle aziende produttrici – continuano Boeri e Rivarossa - ma soprattutto per essere realmente sicuri di quello che mangiamo, è sempre meglio cercare di consumare prodotti del nostro territorio, riducendo la filiera al massimo acquistando direttamente dal produttore presso la sua azienda o i suoi punti vendita, e presso i mercati di Campagna Amica Liguria. Infine per quanto riguarda i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei  è necessario che rispettino gli stessi criteri, in modo da garantire al consumatore che dietro tutti gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro, con una giusta distribuzione del valore per chi produce e per chi consuma”.

c.s.

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