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Economia | sabato 11 agosto 2018, 13:00

Agosto, l'Italia si merita una vacanza per tornare a costruire il proprio futuro

Il nostro Paese della qualità e della bellezza si ferma per ricaricare le pile. Ma tra priorità mancate, ritardi ed errori di valutazione, a settembre deve ripartire con la consapevolezza di dover correre a mille.

Concesse per la prima volta ai dipendenti del settore finanziario grazie all'intuizione delle Banche di Inghilterra, Irlanda e Galles con il Bank Holiday Act del 1871, le vacanze retribuite sono diventate in breve tempo un vero e proprio riconoscimento del valore aggiunto dei lavoratori, cuore pulsante di aziende ed istituzioni. Un'abitudine sancita anche in Italia dall'inizio del '900 per staccare la spina, ma oggi utilizzate soprattutto per gestire lo stress e per la cura di corpo e mente.

A cosa servono davvero le vacanze e cosa si dovrebbe fare per ritornare al lavoro con la giusta carica e la consapevolezza di costruire un futuro che abbracci davvero tutti?


In questo periodo i buoni suggerimenti si trovano facilmente sfogliando qualsiasi tipo di rivista, dal quotidiano economico al giornale patinato di gossip. Obiettivo: capire cosa non ha funzionato e cercare di rimettersi in pista avendo fatto tesoro degli errori e forti del desiderio di rendere l'Italia il paese delle opportunità, della crescita occupazionale, dello sviluppo industriale, e allo stesso tempo, della capacità di governare con leggi che valorizzino l'interesse dei cittadini prima dei calcoli di natura politica.


Iniziamo semplicemente con il riprenderci gli spazi che riunioni e smartphone ci hanno limitato per un anno intero, ripensiamo ai successi ottenuti e a cosa avremmo potuto fare meglio, magari chiedendoci - nelle nostre scelte professionali e personali più importanti - come avrebbero agito i nostri nonni e le generazioni che ci hanno permesso di essere oggi protagonisti del nostro futuro.

Poi dedichiamoci all'antico adagio «mens sana in corpore sano». Facciamo sport, leggiamo e sfogliamo anche la più inaspettata rivista da parrucchiere per distrarci e per aprirci a nuovi orizzonti. Allo stesso tempo, sperimentiamo. Non fermiamo la nostra curiosità, assaggiamo tutti i piatti della mèta esotica in cui siamo in vacanza e così potremo dire che gli insetti fritti non ci piacciono, visitiamo anche il più piccolo dei musei che racconta le tradizioni contadine del borgo di 90 abitanti nel nord della Francia in cui siamo capitati e nuotiamo insieme ai delfini nel fantastico Mar Mediterraneo.

Riposiamo a fondo. Dormire sino alle 10:00 non ci farà certo perdere il ruolo di super uomini agli occhi degli altri, anzi lo rafforzerà. Dedichiamoci agli hobby. Non rimandiamo le passioni perché da un'ora di immersione nel profondo mare blu oppure da una giornata di trekking in collina nascono ispirazioni inattese. Concediamoci il lusso di un tramonto con chi amiamo. In ogni parte del mondo, gli antichi recuperavano le forze grazie ai ritmi di Madre Natura. Dall'Isola di Pasqua alla Nuova Zelanda, dai territori artici sino ai tratti di costa del golfo Persico per arrivare alle Meteore ortodosse custodite nelle aree più mistiche e mozzafiato, la natura da sempre rende l'uomo migliore nello spirito e nelle scelte di vita.


Infine, facciamo accadere le cose e attendiamo di cogliere l'attimo. Cerchiamo di non pianificare proprio tutto. Viviamo l'aperitivo alle 10:00 del mattino in modo naturale, così come lo spaghetto di mezzanotte - a cui dedicheremo un sacrosanto post Instagram - oppure la focaccia "pucciata" nel cappuccino del tardo pomeriggio. Cerchiamo cioè di sentirci sempre nel posto giusto. Perché?


La cronaca di questi giorni può rappresentare una metafora con cui l'Italia può misurarsi per riprendere consapevolezza di priorità ed urgenze, di coraggio e di amore, di spirito di gruppo e di determinazione, piuttosto che contare le belle fotografie istituzionali e i tagli di nastro inaugurali.


Messico, spiaggia di Shell Beach. Zac e Cindy hanno appena pronunciato il fatidico "si" e stanno facendo le foto ricordo dopo la cerimonia nuziale. Ma oltre ad essere un novello sposo, gente come Zac - Sottoufficiale americano della Guardia Costiera con una profonda passione per il mare e 100 kg di muscoli - possiede un livello di attenzione e di coraggio che rasenta l'incoscienza. Un grido e l'uomo lascia la moglie letteralmente ai piedi dell'altare e si getta in mare per salvare un ragazzo in balìa delle onde atlantiche. La realtà è quindi molto più interessante della finzione cinematografica.

Morale: sposo bagnato (e quindi fortunato!), vita salvata, applausi a non finire e fotografie epiche viste da mezzo mondo. E pensare che negli USA se si vogliono le ferie ci si deve privare dello stipendio.

In questo caso possiamo dire: "W l'Italia!!"

Buone vacanze a tutti!

Enrico Molinari

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