/ Cronaca

Che tempo fa

24 Ore

Cerca nel web

Cronaca | martedì 14 agosto 2018, 18:31

“Non sapevamo se la galleria fosse un rifugio sicuro”: il racconto di Luca e Debora, saluzzesi in auto sul ponte dell’A10 crollato nel vuoto (FOTO e VIDEO)

Parole che descrivono attimi di vero terrore. Il crollo del ponte è avvenuto a pochi metri di distanza dalla Volkswagen Polo sulla quale viaggiavano i giovani. “Il terrore e la disperazione negli occhi di chi si è buttato fuori dall’auto in corsa ma ha visto chi il marito chi tutta la famiglia di sotto era impressionante”

“Non sapevamo se la galleria fosse un rifugio sicuro”: il racconto di Luca e Debora, saluzzesi in auto sul ponte dell’A10 crollato nel vuoto (FOTO e VIDEO)

“La nostra auto, poco fuori dalla galleria, sul ponte... in bilico. Grazie a chi l’ha recuperata”.

Luca Buffa, 28enne di Saluzzo, sta percorrendo la A10 a bordo della Volkswagen Polo della compagna Debora quando, uscito dai 940 metri della galleria “Coronata”, ha continuato sull’autostrada, diretto a Portofino.

Né lui, né la compagna, avrebbero mai immaginato ciò che si sarebbero trovati di fronte.

Tra la Volkswagen di Luca e Debora ed il crollo del ponte Morandi ci sono quattro auto ed un mezzo pesante.

Di fronte a noi avevamo il camion. – ci racconta la coppia - Non ci siamo resi conto di nulla, anche perché si è trattato di un attimo. Abbiamo inchiodato e siamo stati assaliti da gente che correva e piangeva.

D’istinto siamo scesi anche noi e ci siamo rifugiati nella prima galleria che fortunatamente era alle nostre spalle. Nella foga abbiamo girato la testa ed abbiamo visto la voragine”.

Sono attimi concitati, momenti di panico, dove si fatica a realizzare appieno ciò che sta accadendo. Luca e Debora lasciano l’auto sul viadotto.

Era il caos. – continua il racconto della coppia - Si sapeva solo che era crollato improvvisamente il ponte e non si capiva il perché”.

I giovani aspettano nella galleria che avevano da poco lasciato alle spalle l’arrivo dei soccorsi.

Di conseguenza, però, non sapevano se dove ci siamo rifugiati insieme ad altre centinaia di persone eravamo al sicuro oppure no.

C’era chi parlava di una bomba, chi di un fulmine che ha colpito il ponte, chi di un crollo dovuto all’esondazione di un fiume sotto al viadotto. Solo dopo un’oretta con i primi soccorsi abbiamo capito che si trattava di un cedimento”.

Saranno i Vigili del fuoco giunti sul posto a recuperare la “Polo” di Luca e Debora.

A volte il bivio nelle vite di ognuno è pochi metri più avanti, e, a noi oggi, è andata bene così.
Ora, riprendiamo fiato. Il pensiero va alle persone nelle auto davanti a noi, precipitate nel vuoto, in particolare a quella donna, che buttandosi giù dall’auto in corsa, ha visto la sua famiglia, finire del vuoto, all’improvviso
”.

Quest’anno, l’ho scampata già due o tre volte tra salute, incidenti e cataclismi. Credo sempre di più nel destino. - ci dice Luca - In questo momento stiamo realizzando la fortuna che abbiamo avuto”.

Sono stati momenti di terrore puro. – concludono Luca e Debora - Due mesi fa abbiamo avuto un incidente in Sardegna in una galleria, e ci siamo spaventati parecchio, ma oggi è stato diverso: il terrore e la disperazione negli occhi di chi si è buttato fuori dall’auto in corsa ma ha visto chi il marito chi tutta la famiglia di sotto era impressionante”.

Racconti di attimi e sensazioni che difficilmente, se non vissuti, possono essere compresi. Parole alle quali non occorre aggiungere altro.

Tutti gli aggiornamenti su www.lavocedigenova.it quotidiano del nostro gruppo editoriale

Nicolò Bertola

"L'Europa che c'è. L'Europa che verrà."

Il dibattito in diretta sul nostro quotidiano. SCOPRI DI PIU'

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore