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Attualità | martedì 02 febbraio 2016, 17:45

Autostrade per l'Italia: crescono i pedaggi, ma anche i dividendi degli azionisti

Sulla A10 e sulla A6 realizzati il 65% degli interventi programmati

Lo stato delle infrastrutture e in particolare quello delle autostrade è un argomento che torna ciclicamente "di moda", ma che riserva spesso non poche sorprese. A volte preoccupanti, sempre e comunque curiose: per stessa ammissione della Banca d'Italia, per esempio, tutto ciò che riguarda gli investimenti effettivamente realizzati nel "mondo autostrade" è coperto costantemente da un opaco strato di complessità burocratica.

A farsi largo attraverso di esso ci ha provato la rivista milanese "Altraeconomia" quando, lo scorso novembre, il Minstero delle Infrastrutture ha pubblicato sul proprio sito internet un documento in cui metteva in relazione la mole di interventi preventivati dalle società autostradali e quelli realizzati; da esso, risulta che nel periodo compreso tra il 2008 e il 2014 siano stati portati a termine (con buona probabilità) il 76,52% degli investimenti programmati e che siano stati utilizzati 12,6 miliardi su un bacino totale di 16,45.Questo, a livello nazionale.

Ma se scendiamo più in profondità, puntando l'attenzione sulle autostrade più frequentate dai savonesi ovvero l'A15 della Cisa, l'A10 "dei fiori", l'A4 Torino-Milano, A21 Piacenza-Torino, l'A6 Torino-Savona e la tanto vituperata Asti-Cuneo, la tendenza non cambia. Anzi.

Il gruppo Gavio risulta infatti aver realizzato sui primi 5 tratti citati circa il 65% degli investimenti pianificati (utilizzando 1,26 miliardi di euro su 1,92 totali); questo dato già non del tutto confortante non comprende però quello relativo all'Asti-Cuneo, dove nello specifico gli investimenti sono fermi a un monolitico 44,05%.

Certamente l'organizzare, finanziare e far realizzare lavori all'interno di un tratto di autostrada non è cosa semplice, e quindi i dati di Altreconomia potrebbero non suscitare attenzione. Il numero di aziende che hanno realizzato tutti gli interventi preventivati è davvero esiguo, ma qual'è il punto?

Il punto è che Banca d'Italia ha anche asserito che i pedaggi autostradali sono in costante incremento: nel 2011 (ultimo dato certo) sono stati pari a 841 mila euro. Soltanto la Francia, con più di 900 mila, ha fatto "meglio" di noi. Il Ministero delle Infrastrutture, interrogato da Altraeconomia sulla mancanza di senso relativa al confronto tra interventi effettuati e aumento delle tariffe dei pedaggi, ha sostenuto che gli investimenti programmati ed eseguiti nel 2008 non hanno alcuna incidenza sull'incremento tariffario del 2015-2016 in quanto da contestualizzare in un differente periodo.

Nessuna soluzione, quindi, per i cittadini: un'altra realtà da accettare per come si presenta, purtroppo non l'unica del nostro paese.

Ma il documento del Ministero contiene ancora un dato particolarmente interessante, sempre riferito al periodo 2008-2014 e al gruppo Gavio (o meglio alla holding SIAS, che Gavio controlla al 69,67%); a fronte di una spesa di ben 660 milioni di euro inferiore a quella che avrebbe dovuto affrontare, i dividendi distribuiti ai suoi soci sono stati pari a 675 milion

Simone Giraudi

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