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Attualità | domenica 14 febbraio 2016, 19:00

Degrado in darsena, "che figura facciamo con i croceristi?". Scatta l'interpellanza: "Decoro e ordine pubblico essenziali"

Rifiuti abbandonati, sporcizia e degrado nella darsena di Savona. La situazione è diventata insostenibile da parte di commercianti e residenti: il consigliere Pierluigi Pesce presenta una interpellanza

Rifiuti abbandonati, sporcizia e degrado nella darsena di Savona. La situazione è diventata insostenibile da parte di commercianti e residenti. Ad essere presentata è una interpellanza da parte del consigliere di maggioranza, Pierluigi Pesce che chiede un intervento da parte dell’amministrazione, “come risolvere il problema pulizia?”, ma non solo.

“La zona della Darsena di Savona è diventata negli ultimi anni un punto di attracco della flotta della Compagnia di navigazione Costa, e quindi punto di imbarco e sbarco di migliaia di persone durante tutto il periodo dell’anno - afferma il consigliere - Nella zona hanno aperto numerosi locali pubblici, che hanno contribuito a farla diventare il centro nevralgico della vita notturna savonese e nel contesto della sua trasformazione urbanistica sono sorti numerosi insediamenti abitativi. Dato che la Darsena è la prima porta di ingresso della città per migliaia di croceristi, il decoro, la pulizia e l'ordine pubblico sono fattori essenziali. Molti abitanti della zona, lamentando disservizi, hanno anche costituito un comitato per la tutela dell’ambiente e della quiete pubblica”.

I commercianti e gli abitanti della darsena hanno constato che “il sabato e la domenica, nonostante il massiccio afflusso di persone nelle serate precedenti, la pulizia, lo svuotamento dei cestini e il lavaggio della zona, non vengono attivati da parte di Ata all'inizio del servizio (ore 6,00) ma soltanto intorno alla metà della mattinata; che gli esercenti, alla riapertura dei locali, sono costretti ad allestire i tavoli negli spazi esterni tra i rifiuti abbandonati la sera precedente; che al momento dello sbarco dei croceristi la zona non è stata ancora completamente pulita e lavata; che i cassonetti posti all’inizio di via Chiodo sono sporchi, maleodoranti e spesso rotti”. Inoltre “il porticato di via Chiodo e quello della piazza adiacente al condominio di Via del Molo civ. 8A e 8B non sono mai interessati dai lavaggi; nella piazza sopra citata c'è una fontana vuota che non è mai stata oggetto di manutenzione da parte del Comune; all’ingresso di Via del Molo presso l'NH Hotel è stata posta una barriera automatica di limitazione del traffico, che delimita l'area pedonale con divieto di transito, eccetto autorizzati e forniti di telecomando di apertura dalle ore 05,00 alle ore 11,00, che però risulta fuori uso da oltre un anno e pertanto sempre aperta; che, a causa di tale disservizio, qualsiasi autoveicolo può accedere all'area pedonale senza alcun controllo. Nel periodo di funzionamento del sopracitato dissuasore, i commercianti della zona hanno più volte lamentato il fatto che ignoti asportavano le griglie metalliche dal manto stradale per posizionarle all'interno della sbarra, in modo tale da azionarne l'apertura tramite fotocellula, creando un grave rischio alla circolazione determinato dalle aperture lasciate senza alcuna protezione”.

Il consigliere si rivolge così all'amministrazione comunale: “Interpello il sindaco e la giunta per sapere se Ata può risolvere il problema della pulizia e dei lavaggi della Darsena il sabato e la domenica, avviando la pulizia di detta zona a inizio turno e non a metà mattinata, mettendo in campo più unità operative per ottimizzare i tempi di intervento; se c'è la possibilità di collocare altrove il polo ecologico di Via Chiodo, migliorando l'aspetto dell'ingresso in darsena e valutare la possibilità di avviare in tale zona (essendocene i presupposti) una raccolta differenziata spinta porta a 'porta, abolendo quella attuale di prossimità; perché il porticato e la piazza adiacenti il condominio di Via del Molo 8A e 8B non sono oggetto di interventi programmati di lavaggio, manutenzione e pulizia, in quanto risulterebbero pubblici e non privati; perché la barriera automatica che delimita la zona pedonale con ingresso in Via del -Molo non sia mai stata rimessa in esercizio; perché in tale via, nonostante la segnaletica di accesso in area videosorvegliata, non sia mai stata effettivamente posizionata alcuna telecamera che, oltre a garantire la sicurezza della zona e dei cittadini ivi residenti , costituirebbe un deterrente agli accessi non autorizzati in area pedonale: i costi di installazione potrebbero inoltre essere assorbiti in breve tempo attraverso i proventi delle contravvenzioni elevate ai trasgressori”.

Debora Geido

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