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Cronaca | sabato 12 marzo 2016, 09:45

Albenga: sequestro di persona a fini di estorsione, indagine lampo dei Carabinieri, la vittima liberata

La vittima localizzata grazie a degli sms scambiati con la fidanzata e grazie alla profonda conoscienza del territorio da parte dei Carabinieri che, con poche indicazioni sono riusciti a capire il luogo di detenzione. All'origine del sequestro motivi legati alla droga

Un sequestro legato a motivi di droga sventato in poche ore dai Carabinieri che grazie alla profonda conoscienza del territorio grazie alle poche indicazioni fornite dal sequestrato tramite sms alla fidanzata sono riusciti ad individuare il luogo della detenzione.

La delicata operazione è stata posta in essere ieri pomeriggio dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Albenga che sono intervenuti in frazione Lusignano ad Albenga dove era stata segnalato alla centrale operativa del Comando Arma ingauno un possibile sequestro di persona all’interno di uno stabile abbandonato, che da una descrizione sommaria i militari intuivano potesse trattarsi dell’ex convento di Lusignano, luogo spesso questo di ricovero per clochard o tossicodipendenti.

La segnalazione veniva fornita dai colleghi del Comando Stazione Carabinieri di Savona, che in quel mentre stavano ricevendo la denuncia di una cittadina ecuadoriana fidanzata convivente della vittima (residenti entrambi a Quiliano –SV).

Proprio grazie agli scambi di sms con il fidanzato, che era riuscito a impossessarsi del cellulare ad insaputa del suo aguzzino e fornire notizie utili al suo rintraccio alla sua ragazza è stato possibile per i Carabinieri agire in maniera tempestiva.

Il sequestrato, infatti, pare che abbia saputo specificare che era uscito dall'autostrada ad Albenga e si era diretto poi verso le montagne.

Ha descritto poi sommariamente il luogo della detenzione a lui sconosciuto e fornito un importante dettaglio e cioè il fatto che sentiva in lontanaza le campane di una chiesa.

Non c’è voluto molto per gli investigatori dell’Arma ingauna, che conoscono bene il territorio in cui operano, raggiungere il “luogo di detenzione” dell’ecuadoriano.

Nel giro di un’ora vittima e carceriere venivano condotti in caserma dove iniziava la ricomposizione di un puzzle completato poi negli uffici della Procura savonese.

L’algerino, con uno stratagemma, conduceva la propria vittima fino allo stabile abbandonato e dopo averlo picchiato e minacciato con un coltello da cucina – poi rinvenuto e sequestrato sul luogo dai militari intervenuti per liberarlo- lo bloccava ad una branda con dei lacci alle caviglie e materiale plastico ai polsi. Poi la mattina dopo, il giovane ecuadoriano riesce a liberarsi e a dare l’allarme approfittando di un momento di assopimento del nordafricano.

Sembrerebbe che la coppia sudamericana, fosse agli occhi del “sequestratore”, colpevole di avergli sottratto un grosso quantitativo di stupefacente di “droga nera” appunto l’eroina.

KASSRAOUI Mouhamed Alì, algerino quarantaseienne (conosciuto anche con il nome di Carlos o Tyson – forse per la sua vaga somiglianza con il famoso pugile) , è lui il sequestratore. Sequestro di persona e estorsione: con questi pesanti capi d’accusa ieri sera, i carabinieri della Compagnia di Albenga lo hanno dichiarato in arresto in flagranza di reato. L’immediato interrogatorio fiume dell’arrestato avvenuto poco dopo innanzi al Pubblico Ministero di turno dr.ssa Chiara Venturi, ha fatto luce sul movente del sequestro legato appunto al mondo dell’eroina. L’arrestato infatti è già noto alle Forze dell’Ordine per precedenti penali di spaccio proprio di questo tipo di stupefacente.

 

rg

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