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Cronaca | domenica 31 gennaio 2016, 16:00

Raid incendiario di Albenga: si cercano tre giovani piromani, come a Loano

Gli inquirenti hanno ascoltato più di una persona per ricostruire l'identikit di queste tre persone, tutte di giovane età, che sarebbero state viste aggirarsi nella zone dove si sono verificati i roghi. Al momento però tutte le ipotesi restano aperte

Tre giovani: potrebbero essere loro gli autori del raid incendiario del 6 novembre 2015 nel comprensorio ingauno, nel quale sono rimasti distrutti tredici mezzi. Nei giorni immediatamente successivi al fatto, le indagini degli inquirenti si sono orientate anche in quella direzione. Più di una persona è stata ascoltata per cercare di ricostruire l’identikit di queste tre persone, tutte di giovane età, che sarebbero state viste aggirarsi nelle zone dove si sono verificati i roghi.

La prima chiamata ai vigili del fuoco è stata ricevuta intorno alle due di notte del 6 novembre per un furgone a fuoco n Viale Che Guevara al Albenga. In successione sono arrivate altre sei chiamate per mezzi a fuoco nelle zone di Albenga, Ceriale e Bastia: in totale sono andati distrutti tredici mezzi.

Nel corso delle indagini per risalire all’identità dei responsabili le forze dell’ordine hanno acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza dei comuni di Albenga e Ceriale ed anche le telecamere private situate lungo il percorso che in base agli orari e alle aree colpite è stato ricostruito dalle Forze dell'Ordine.

Restano ancora senza identità i tre piromani che ad agosto hanno appiccato il fuoco ad alcune macchine in sosta a Loano: a rimanere distrutti cinque mezzi. Anche in quel caso i responsabili, immortalati dalle telecamere di piazza Vallerga, erano tre giovani, due ragazzi e una ragazza. Qui era divampato il rogo di più grossa intensità,  che aveva avvolto e distrutto completamente una macchina e danneggiato le altre in sosta vicino. Tre ragazzi sono stati visti collocare un innesco sotto il vano motore delle macchine, da dove sono scaturite le fiamme, per poi allontanarsi.

Una semplice analogia, della quale però hanno probabilmente tenuto conto anche le forze dell’ordine. Al momento però tutte le ipotesi restano aperte.

Cinzia Gatti

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