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Cronaca | sabato 12 marzo 2016, 19:23

Sequestro di persona lampo, i Carabinieri di Albenga liberano la vittima e arrestano i due sequestratori

Droga alle origini del sequestro. Una delicata operazione dei Carabinieri che grazie ad alcune indicazioni fornite dalla vittima per sms sono riusciti ad individuare il luogo di detenzione. Poche ore dopo l'arresto anche del secondo aguzzino grazie ad una attenta attività di indagine

Un sequestro di persona legato a motivi di droga, il luogo di segregazione scelto dagli aguzzini proprio Albenga e l’intervento lampo dei Carabinieri guidati dal Tenente Iacopo Rossi che, grazie alle loro competenze ed alla profonda conoscienza del territorio, sono riusciti, in poche ore, a liberare l’ostaggio catturare l’uomo che lo deteneva e qualche tempo dopo anche il suo braccio destro.

Gli “attori” di questo episodio che nulla ha da invidiare ad una delle scene più appassionanti dei film polizieschi sono un ecuadoriano (il sequestrato), KASSRAOUI Mouhamed Alì, algerino quarantaseienne conosciuto anche con il nome di Carlos o Tyson – forse per la sua vaga somiglianza con il famoso pugile (il sequestratore) e ES SAADANI Said, sessantenne marocchino  (considerato dagli inquirenti il braccio destro del sequestratore ).

I motivi all’origine del sequestro legati alla droga. Pare infatti che l’ecuadoriano avesse sottratto un ingente quantitativo di droga a “Tyson” che aveva, probabilmente, così deciso di chiedere quale riscatto per la sua liberazione la restituzione della droga o il corrispondente in denaro.

Tyson era riuscito a portare la sua vittima ad Albenga e poi a trasportarla a San Fedele presso l’ex convento abbandonato da anni e spesso utilizzato quale rifugio per senzatetto o per tossicodipendenti.

Giunti all’interno della struttura, l’uomo era stato fortemente malmenato, minacciato e legato con delle fascette di plastica una branda in attesa, probabilmente, di contattare la fidanzata dell’ecuadoriano per chiedere la consegna del “riscatto”.

Probabilmente preso dai fumi della droga e dal sonno, Tyson si è assopito durante il suo turno di guardia alla vittima che, profittando proprio di questo è riuscita in parte a liberarsi e a raggiungere il telefono cellulare dal quale ha inviato alcuni messaggi alla fidanzata la quale si è prontamente recata dai Carabinieri per denunciare il sequestro.

Proprio grazie a questi sms e alle indicazioni in essi contenute i Carabinieri di Albenga sono riusciti in poco tempo ad individuare il luogo della detenzione.

L’ecuadoriano, infatti, era riuscito a capire che si trovava ad Albenga e poi aveva detto che la macchina si era diretta in una zona nell’entroterra dando sommarie indicazioni sul luogo e fornendo alcuni dettagli fondamentali come il fatto che sentiva, durante la detenzione, suonare in lontananza delle campane.

A questo punto la delicatissima operazione che ha visto, nel giro di un’ora, vittima e carceriere condotti in caserma dove iniziava la ricomposizione di un puzzle completato poi negli uffici della Procura savonese.

L’immediato interrogatorio fiume dell’arrestato avvenuto poco dopo innanzi al Pubblico Ministero di turno dr.ssa Chiara Venturi ha fatto chiarezza su quanto accaduto e permesso di individuare anche la seconda persona che aveva partecipato al sequestro, ES SAADANI Said, sessantenne marocchino.

Da quanto è emerso si sarebbe occupato di coadiuvare KASSRAOUI e lo avrebbe sostituito per vigilarlo durante una breve assenza per procurare del cibo.

Gli accertamenti degli investigatori del N.O.R. ingauno, ed in particolare l'essere risaliti ad alcuni messaggi che il sessantenne aveva inviato alla fidanzata della vittima, hanno permesso di giungere ben presto  all’identificazione di quest'ultimo, anch'esso già noto alle Forze dell'Ordine, che è stato sorpreso nella giornata di oggi in vico San Francesco nel Centro Storico di Albenga.

Entrambi i responsabili del sequestro sono stati, quindi, assicurati alla giustizia grazie all’operazione delle Forze dell’Ordine che oggi hanno ricevuto la visita del Primo Cittadino Giorgio Cangiano che ha voluto complimentarsi con loro per la difficile operazione portata a termine magistralmente e testimoniare la gratitudine dei cittadini per l’ottimo lavoro e l’incessante dedizione dei Carabinieri territoriali e di tutte le Forze dell’Ordine operanti nella piana ingauna

Mara Cacace

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