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Politica | giovedì 10 marzo 2016, 17:01

Savona, manca il numero legale e volano insulti dal M5S alla maggioranza: consiglio comunale annullato

Era in corso la discussione e la votazione per la determinazione della Tari che sarà rinviata al prossimo consiglio comunale.

"La maggioranza deve garantire il numero legale e non lo fa, questa amministrazione è un fallimento". Questo l'attacco da parte del Movimento 5 Stelle oggi in consiglio comunale a Savona in seguito all'annullamento del consiglio comunale.

Tutto ha avuto inizio per la discussione sul regolamento Iuc e sulle tariffe della Tari, dopo l’illustrazione della pratica da parte dell’assessore al Bilancio Luca Martino, il sindaco Federico Berruti ha presentato una serie di emendamenti, ma non è stato possibile votare per mancanza del numero legale.

Infatti, in assenza del numero minimo di consiglieri, il regolamento del consiglio comunale di Savona stabilisce che la riunione venga sospesa per cinque minuti e che in seguito venga effettuato un nuovo appello. La seconda volta però che manca il numero legale la seduta viene immediatamente interrotta.

Infatti alla seconda sospensione della seduta per mancanza del numero legale, dal pubblico si è sollevata la protesta di alcuni militanti del M5S e del portavoce Eric Festa in attacco alla maggioranza: "Cogl...i", questo l'insulto volato in seguito alla decisione di sospendere definitivamente la seduta convocata in palazzo Sisto.

Assenti tre consiglieri della maggioranza (Pesce, Prefumo, Vignola) e tre della minoranza (Benvenuto, Marson, Parino).

Da parte dei consiglieri di maggioranza sgomento per l'interruzione, "mancanza di rispetto e di educazione" urlano i consiglieri Carlo Frumento, Federico Larosa e Franco Zunino contro il portavoce dei Cinquestelle.

"Un fatto gravissimo" secondo il presidente del consiglio comunale Giuseppe Casalinuovo: "Mai successo in questo anni di amministrazione".

Dal M5S invece: "Amministrazione che non riesce a garantire il numero legale, vergognoso! Questo Comune è a rischio concreto dissesto".

Debora Geido

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