• Serie D, Ris. finale

    1 Savona

    79' Damiani

    0 Lavagnese

  • Serie D, Ris. finale

    1 Sanremese

    63' Gagliardi

    2 Finale

    6' Capra, 59' Roda
  • Serie D, Ris. finale

    0 Ghivizzano

    2 Argentina

    4' Compagno, 87' Lo Bosco
  • Promozione, Ris. finale

    1 Pallare

    12' Saviozzi

    1 Ceriale

    74' Conforti
  • Prima Categoria, Ris. Finale

    2 Altarese

    32' Rovere, 53' Brahi

    3 Pontelungo

    11' Tomao, 74' Badoino, 86 Tomao
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Savona | domenica 24 gennaio 2016, 16:30

Nata in un corpo non suo: la storia di Giulia, che ora si chiama Marco

Ieri era in piazza a Savona per chiedere il riconoscimento delle Unioni civili.

"È stata mia sorella ad accorgersi che ero bisessuale. Io vengo da una famiglia molto bigotta e non è stato semplice capire che, pur essendo nata donna, ero in realtà uomo". A parlare è Marco, all'anagrafe Giulia  (entrambi nomi di fantasia), che ieri era in piazza a Savona per chiedere il riconoscimento delle Unioni civili.

"Quando è iniziato il tuo percorso di cambiamento, per diventare uomo? È iniziato a vent'anni. Fin da piccola sentivo un vuoto da colmare dentro, in qualsiasi modo. La prima a prendere coscienza del fatto che fossi bisessuale è stata mia sorella: ha notto che scambiavo dei messaggi su Facebook con un'altra ragazza, che andavano al di là dell'amicizia. Per lei non è stato facile accettarlo, veniamo da una famiglia "bigotta". Mia madre, però, una volta che ha scoperto tutto, mi ha sempre appoggiato, mentre mio padre ancora ora non sa nulla. È difficile spiegargli che voglio diventare uomo".

"Quando è arrivata però la percezione che qualcosa doveva e poteva cambiare? La prima sensazione si è manifestata verso i 15-16 anni, ma la reale consapevolezza è arrivata attorno ai 18 anni quando ho iniziato a frequentare le discoteche per omosessuali a Milano. Vedevo i ragazzi e non volevo corteggiarli, ma desideravo avere le loro fattezze e i loro modi. Due anni fa sono stata al gay pride e vedo questo ragazzo bellissimo che balla sul palco. Io ero vestita con una gonna a balze rosa confetto. Un mio amico, vedendo la mia espressione, mi ha detto di farmi avanti e gli ho risposto:"Così non ci provo neanche morto". Ed è stato allora che ho capito cosa c'era che non andava, da dove aveva origine il mio malessere. Ero già seguito da una psicologa e da lì è iniziato il percorso".

"Come si traduce materialmente il cambiamento? Mercoledì ho chiuso definitivamente con Giulia, con il mio passato: ho capito che non sarei più tornata indietro per nessuno. Il 5 febbraio ho la prima visita per iniziare a prendere gli ormoni. È molto difficile qui in Provincia, anche perché è molto più frequente il caso di un uomo che sceglie di diventare donna, che viceversa. Non vedo l'ora di togliermi il seno: chi ci è passato prima di me dice che poi è più facile andare d'accordo col proprio corpo".

Cinzia Gatti

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