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Savona | martedì 22 marzo 2016, 19:33

Savona, dopo l'approvazione dell’aumento Tari manca il numero legale in consiglio comunale: il PD boicotta le proposte deliberative del M5S

Scontro in aula sull'emendamento presentato dal sindaco che prevede lo sconto del 5% sulla tassa dei rifiuti a bar, ristoranti e ortofrutta.

Quattro sospensioni e annullamento del consiglio comunale, dopo l'approvazione della pratica sull’aumento della Tari a palazzo Sisto é mancato nuovamente il numero legale. Un penultimo consiglio comunale infuocato quello di oggi pomeriggio a Savona, in vista delle Comunali lo scontro é ufficialmente aperto. Dopo le prime due interpellanze all'ordine del giorno, a farla da padrona sono state le pratiche sullo Iuc e sulla Tari, sospese due volte per la mancanza della firma da parte dei revisori dei Conti sull'emendamento presentato dal sindaco che prevede lo sconto del 5% sulla tassa dei rifiuti a bar, ristoranti e ortofrutta. Una "agevolazione" alla categoria dei commercianti che non é passata inosservata.

Le firme dei revisori dei Conti Marco Rossi e Paolo Trucco (due su tre) sono giunte dopo la sospensione: i due pareri sono stati favorevoli all'emendamento che agevola del 5% sulla Tari i commercianti, ma dalla minoranza é stato richiesto un chiarimento e il documento che testimonia che le firme dei revisori sono giunte in maniera telematica. La seduta é stata nuovamente interrotta e successivamente la maggioranza ha fornito ai consiglieri una fotocopia della mail con la firma dei revisori che però, non ha soddisfatto la minoranza (vedi foto): "Non ha valore una mail che non sia di posta certificata (ma da Gmail) con uno screen shot", é intervenuto il consigliere di Fratelli d'Italia, Alessandro Parino. "La pratica non era completa all'inizio della discussione, non può essere valida", ha affermato Ileana Romagnoli di Forza Italia. "I selfie non fanno ancora parte della pubblica amministrazione", ha affermato il consigliere leghista Massimo Arecco. “La pratica attualmente in discussione è palesemente incompleta. L'azione della maggioranza è scorretta. Non si può presentare una pratica (soprattutto su un argomento così importante) senza che sia formalmente completa. È un esempio di superficialità non accettabile”, incalza Daniela Pongiglione di Noi per Savona. "Le pratiche che influiscono sulle entrate del Comune devono per legge avere il parere dei revisori dei conti affermano dal M5S Per poter verificare la validità delle firme dei revisori sul documento avrebbero dovuto inviarci il documento digitale. Ci hanno invece consegnato due pezzi di carta, uno con la stampa della foto dello schermo del computer e l'altro con la stampa di un'email Gmail con il testo "ecco". Uno squallido spettacolo di fine mandato. Lo sconto del 5% sulla tassa dei rifiuti a bar, ristoranti e ortofrutta non è altro che una marchetta elettorale del PD per promettersi i voti di alcune categoria".

Nonostante i consiglieri di minoranza abbiano annunciato di non partecipare al voto, la pratica che prevede l’aumento della Tari e l’anticipo della prima rata al 16 aprile (con gli emendamenti del sindaco) è stata approvata. E con essi, a Savona si attestano 1,1 milioni di aumento della Tassa sui rifiuti.

Terminata la discussione della pratica e la votazione i consiglieri di maggioranza hanno lasciato progressivamente l’aula, facendo mancare il numero legale. Il consiglio prima è stato sospeso e successivamente annullato definitivamente. All’ordine del giorno erano previsti diversi interventi del Movimento 5 Stelle come la proposta di deliberazione sul divieto di pubblicità del gioco d'azzardo, la proposta deliberativa in merito all'introduzione dei referendum consultivi, propositivi, deliberativi e abrogativi e la proposta deliberativa per istituire una commissione di indagine sull’operato della società ATA S.p.A. “E’ stato un boicottaggio, il PD non garantendo il numero legale non ha permesso la discussione sulle proposte deliberative, in particolare sull’introduzione dei referendum – affermano dal M5S – Ancora una volta questa pratica viene raggirata, è evidente come il Partito Democratico tema il giudizio popolare sui temi centrali della città (bitume, Margonara, urbanistica)”.

 

Debora Geido

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