Attualità - 03 settembre 2010, 15:34

Pietra: sanità del ponente, le preoccupazioni della UIL

"Il ponente savonese sta vivendo una situazione di tagli e riduzione delle attività. Quello che ne consegue, ovviamente, è una riduzione della qualità e della quantità delle risposte che il nostro servizio sanitario potrà offrire ai propri cittadini".

Lo ha riferito Silvio Valdisserra, segretario provinciale della Uil nel corso di una conferenza stampa che si è svolta all'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure per manifestare apertamente la propria preoccupazione circa il futuro degli ospedali del ponente savonese.

 

Ancora Valdisserra: "Un esempio chiarificatore: da qualche tempo si vocifera di un prossimo trasferimento del reparto di Pneumologia dal Santa Corona al nuovo ospedale di Albenga. La Direzione dell'ASL2 ha giustificato questo spostamento adducendo una motivazione economica: l'edificio che attualmente ospita il reparto, ossia il Padiglione Elio, necessita di radicali interventi di ristrutturazione, i costi dei quali si aggirerebbero intorno al milione e mezzo di euro. Vista l'enormità della cifra, la Direzione preferisce direttamente spostare il reparto nel nuovo ospedale ingauno. Dal nostro punto di vista – specifica Valdiserra – si tratterebbe di una decisione che penalizzerebbe fortemente tutti i nostri pazienti. La rinuncia a Pneumologia comporterebbe per il Santa Corona la perdita di quattro posti letti; inoltre, occorre ricordare che Pneumologia è un reparto di vitale importanza, in quanto lavora in sinergia con tutti gli altri reparti di emergenza, fornendo supporto e assistenza. Spostare Pneumologia ad Albenga, insomma, significherebbe ridurre la capacità del Santa Corona di offrire assistenza medica d'emergenza. In alternativa alla soluzione proposta dalla Direzione – ribatte il Segretario – la UIL propone di spostare il reparto di Pneumologia altrove, ma sempre all'interno del Santa Corona. Un piano del Padiglione 18, per esempio, è stato da poco ristrutturato e avrebbe tutte le carte in regola per ospitare il reparto".

 

In questi giorni è tornata prepotentemente d'attualità la discussione riguardante lo spostamento del reparto di Ginecologia e Ostetricia da Pietra Ligure ad Albenga. A questo proposito spiega Valdiserra: "Il Piano Sanitario messo a punto dalla Direzione dell'ASL prevedeva, in origine, un punto nascite a Santa Corona e un punto nascite al Santa Maria di Misericordia. Poi le cose sono cambiate e si è tornati a parlare di spostamenti, tagli e quant'altro. Quello che ci interessa non è tanto la questione 'taglio sì, taglio no', quanto essere sicuri che l'offerta sanitaria per i cittadini non venga depauperata. Quello che è importante è salvaguardare la salute e la sicurezza dei cittadini. Se il nuovo ospedale di Albenga è in grado di garantire alle partorienti e ai loro bambini la sicurezza e la certezza di trovarsi in un ambiente adatto, allora il problema non si pone; viceversa, se tale sicurezza non esiste, allora parlare di spostamenti e tagli è fuori discussione. E' importante – sottolinea Valdiserra – che l'operazione abbia un senso sotto il profilo scientifico e sanitario".

 

Uno dei motivi per i quali il nuovo ospedale di Albenga non sarebbe in grado di ospitare il reparto di Ginecologia e Ostetricia è la mancanza di strutture in grado di affrontare le complicazioni che possono verificarsi durante i parti: "Durante i travagli possono verificarsi mille problemi. Allora diventa importante che l'ospedale in cui il travaglio avviene sia dotato di reparti, macchinari e competenze in grado di rispondere a questi problemi. L'ospedale di Albenga è dotato di un reparto di Rianimazione, il quale, però, funziona part-time, dal lunedì al venerdì. E neanche per tutto il giorno. Al di là del discorso riguardante la maternità, la UIL ritiene fondamentale che la Rianimazione di Albenga diventi operativa 7 giorni su 7, 24 ore su 24. Il nuovo ospedale di Albenga deve essere in grado di fornire ai pazienti risposte valide sotto il profilo qualitativo. In un certo senso, si potrebbe quasi pensare che le istituzioni stanno spingendo per ottenere la maternità ad Albenga in modo da qualificare come si deve il proprio nosocomio".

 

Le preoccupazioni della UIL non riguardano solo le strutture e i servizi, ma anche il personale. Spiega Valdiserra: "Molti reparti stanno andando incontro ad un accentramento della dirigenza. In alcuni casi è capitato che alcuni primari siano andati in pensione e, invece di scegliere un nuovo dirigente medico, la Direzione abbia assegnato il posto vacante ad un altro primario già in carica in un altro ospedale. Noi temiamo che questa situazione possa verificarsi ancora e che si finisca per spostare la dirigenza di molti reparti degli ospedali ponentini a Savona. Questo, inutile dirlo, significherebbe diminuire nettamente il peso specifico dei nostri ospedali. Ma c'è un'altra situazione che ci preoccupa – prosegue Valdiserra – Ormai il personale è alla frutta. Negli ultimi anni il carico di lavoro che grava sul personale amministrativo e assistenziale è aumentato in maniera incredibile. Questa situazione sta diventando inaccettabile. Soprattutto se analizziamo i carichi di lavoro degli operatori sanitari. I lavoratori che si trovano a intervenire direttamente sui pazienti devono poter affrontare un carico di lavoro sostenibile. Altrimenti la loro capacità di fornire assistenza viene seriamente compromessa. Purtroppo la Finanziaria non permette spese folli, dunque la Direzione non ha in programma di effettuare nuove assunzioni. Tuttavia riteniamo che in situazioni come questa sia possibile ottenere delle deroghe. Altrimenti – osserva il Segretario UIL – si andrà incontro ad una situazione già ipotizzata: la terziarizzazione delle assistenze alle Residenze Sanitarie Assistenziali. Dal nostro punto di vista, questa sarebbe una soluzione del tutto negativa, che finirebbe per penalizzare notevolmente la qualità del servizio ai pazienti. Spesso, infatti, i lavoratori delle RSA non ricevono la giusta formazione professionale. Questo, ovviamente, avrebbe come conseguenza una minore efficacia degli interventi verso i pazienti. Ma a rimetterci non sarebbero soltanto i pazienti: i lavoratori delle RSA sono assunti con contratto a tempo determinato; dunque, il loro destino lavorativo sarebbe determinato unicamente dalla capacità delle aziende presso le quali sono assunti di mantenere il contratto con l'ASL. Insomma, vivrebbero costantemente in uno stato di precarietà lavorativa".

 

Capitolo "nuovo Santa Corona": "Se ne parla da molto. L'ultima voce vorrebbe la creazione di una nuova struttura, il famoso 'monoblocco', da erigersi negli spazi a monte dell'area attualmente occupata dal Santa Corona. La nostra posizione è semplice: se la nuova struttura conterrà tutti i reparti attualmente presenti nel vecchio ospedale, se sarà in grado di offrire servizi di qualità, se avrà le stesse potenzialità, allora noi non abbiamo nulla in contrario al progetto. L'importante è che il nuovo ospedale continui a rispondere degnamente alle necessità del territorio. Però una cosa vogliamo lo stesso capirla. Si è parlato di un costo totale di circa 185 milioni di euro: vogliamo capire da dove arriveranno questi soldi, in che modo saranno messi insieme, come saranno investiti, quali spese serviranno a coprire".

 

Infine, la UIL chiede a gran voce che una promessa venga mantenuta: "Vogliamo l'auto-medica nel finalese. Viene promessa da anni. Ora vogliamo che queste promesse siano mantenute".

 

luca berto